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02.11.2017

C’è un gregge di pecore
«prigioniero» su un Tir
Arrivano i carabinieri

Disavventura a Nuvolento per un gregge di duecento pecore
Disavventura a Nuvolento per un gregge di duecento pecore

Sul tragitto fra Trento e Carpenedolo, un gregge di 200 pecore è rimasto bloccato a «pascolare» sul cassone di un Tir a Nuvolento. Alla base della vicenda, un caso piuttosto insolito di «abbandono di animali», ci sarebbe un mancato accordo tra il venditore e l'acquirente: mentre i carabinieri della stazione di Carpenedolo stanno cercando di verificare come si sia arrivati ad una situazione del genere, stando ad una prima ricostruzione dei fatti un agricoltore della Bassa bresciana si sarebbe «tirato indietro» dopo aver stipulato un accordo con l’allevatore di Trento.

IL PROBLEMA, però, è che il passo indietro sarebbe avvenuto quando il gregge era già in viaggio sul camion. In un contesto del genere sono le 200 pecore le vere vittime della contesa. Il gregge, infatti, è stato fermo a bordo di un Tir a Nuvolento per diverse ore nella giornata di martedì. I carabinieri della stazione Carpenedolo si sono recati con una pattuglia a Nuvolento per accertarsi da vicino della situazione. E già che c’erano, hanno dato un po' di respiro, acqua e foraggio al gregge stipato sul cassone del mezzo pesante.

Grazie anche alla presenza di un veterinario dell'Ats di Brescia, le 200 pecore sono state trasportate al Centro fiera di Montichiari in attesa di capire cosa ne sarà di loro. Ovvero se dovranno fare ritorno a Trento, o essere accompagnate nella proprietà di Ravere dell'agricoltore di Carpenedolo.

IL NODO della singolare vicenda dovrà essere sciolto dai carabinieri, che stanno cercando di capire, carte alla mano, se la vendita delle 200 pecore è avvenuta con la firma dei diretti interessati. Certo è che se l'agricoltore di Carpenedolo, negli ultimi giorni, avesse ultimato dal punto di vista burocratico le carte per acquistare le pecore dall'allevatore di Trento ma ad un certo punto, per motivi che ancora non appaiono chiari, avesse deciso di fare un passo indietro, potrebbe essere accusato di «abbandono di animali». Il reato, presente nel codice penale della giustizia italiana, prevede l'arresto fino ad un anno e una ammenda che va da 1000 a 10 mila euro. V.MOR.

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