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domenica, 22 ottobre 2017

Contratto azzerato
Il gestore del chiosco
finisce sul lastrico

La legge lo consente, ma in questo caso la disdetta del contratto d’affitto per il chiosco «El Chiringuito» di Ponte Caffaro metterà in ginocchio una famiglia. Lo spiega Mauro Migliorati, che gestisce l’esercizio dal 2003: sei anni fa ha vinto il bando che prevedeva una locazione di sei anni prorogabile per altri sei, ma con la clausola che sia il municipio proprietario, sia il gestore avrebbero potuto fare marcia indietro dopo il primo periodo.

COSÌ qualche mese fa, allo scadere dei primi 6 anni, il Comune di Bagolino ha comunicato la decisione di non prorogare l’attività dell’attuale conduttore, il quale tra gli altri problemi è alle prese con un’invalidità del 50%. Panico e sconforto sono state le prime reazioni di un famiglia che, con due bambini di 3 e 5 anni, ha in questa attività prettamente estiva l’unica fonte di reddito.

Poi la rabbia ha preso il sopravvento, perché in quella struttura Migliorati, illuso di poterla utilizzare per 12 anni, ha investito 150 mila euro che non necessariamente gli saranno restituiti. «Il Comune ha giustificato la sua scelta sostenendo che si rende necessario un riordino delle planimetrie della zona - sostiene il barista - che ora comprendono anche un’area camper e l’ostello. Posso capire, ma perché non mi lasciano il chiosco per altri 6 anni?».

L’attuale gestore proprio non riesce a spiegarsi la scelta dell’amministrazione: ha incontrato più volte gli amministratori che hanno sempre confermato la loro decisione. «Ho sempre curato la manutenzione dell’area di mia competenza - incalza - e quando ho chiesto qualche miglioria che spettava a loro mi sono sempre dovuto arrangiare. Capisco che buttarmi fuori è nel loro diritto, ma credevo che le amministrazioni operassero con un po’ di buon senso. Questo è l’unico sostentamento per la mia famiglia e ci ho investito molto; non so come sbarcheremo il lunario». Migliorati parteciperà al nuovo bando, ma teme che i vantaggi fiscali delle cooperative, come quella trentina che già gestisce l’ostello, non lascino molte speranze. M.ROV.