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13.03.2019

Depuratore del Garda, consegnate le firme

Le firme consegnate ieri, avvolte nella fascia tricolore
Le firme consegnate ieri, avvolte nella fascia tricolore

Una risma di fogli che in tutto contano 3345 firme, tutte contrarie alle ipotetiche localizzazioni del nuovi impianti di depurazione del Garda a Gavardo e Montichiari, avvolta in una simbolica fascia tricolore: è questo il «regalo» che ieri mattina i comitati ambientalisti di Gavardo e Muscoline hanno consegnato al presidente della Provincia Samuele Alghisi. Gli attivisti sono stati ricevuti in Broletto, per discutere appunto di un tema caldo, caldissimo, per cui sono scese in piazza più di 500 persone anche due domeniche fa: molto critica la posizione dei comitati Gaia e Muscolin&Ambiente al termine dell’incontro. «Si dava per scontato il ruolo di mediatore in capo al presidente Alghisi - si legge in una nota - e abbiamo invece appreso che non esiste nessuna mediazione in atto, e che non verrà istituito nessun tavolo tecnico per l’esame di proposte alternative. Il presidente Alghisi, a cui abbiamo chiesto conferma, ha ribadito che il suo incarico di mediazione è da intendersi solo ed esclusivamente a progetto approvato e solo per ricercare la mediazione sulle compensazioni, non economiche ma opere che possano migliorare l’impatto ambientale dell’opera». Alghisi sul tema non si esprime, e rimanda le dichiarazioni ufficiali probabilmente già a domani, a margine dell’assemblea (sempre in Broletto) in cui sono stati chiamati tutti i sindaci dell’asta del Chiese, dalla Valsabbia alla Bassa. «Abbiamo consegnato le firme raccolte fasciate con un nastro tricolore - continuano invece gli attivisti - a simboleggiare la fascia del sindaco che Gavardo non ha. Abbiamo chiesto al presidente di rimandare ogni decisione riguardo al Comune di Gavardo fin quando la nostra comunità non possa essere rappresentata da un sindaco democraticamente eletto. Gli abbiamo infine ricordato che lui è il presidente della Provincia di Brescia, e non della Provincia del Garda: in mancanza di questa tutela istituzionale - concludono Gaia e Muscolin&Ambiente - e se il depuratore dovesse realmente essere realizzato a Gavardo, allora riterremo Alghisi moralmente responsabile». •

A.GAT.
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