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02.01.2018

Ex Grignasco, adesso si fa sul serio

Il recupero dell’ex Grignasco entra nel vivo:  il via libera in Consiglio sia a Gavardo che a VillanuovaIl comparto ex Grignasco visto dall’alto:  solo un quinto dell’area ospiterà attività di tipo commerciale
Il recupero dell’ex Grignasco entra nel vivo: il via libera in Consiglio sia a Gavardo che a VillanuovaIl comparto ex Grignasco visto dall’alto: solo un quinto dell’area ospiterà attività di tipo commerciale

Massimo Pasinetti Creare nuovi posti di lavoro, innescare circuiti economici virtuosi e restituire al territorio un’area bonificata e rimessa a nuovo. Sono questi i propositi che hanno spinto i Villanuova e Gavardo a studiare e approvare il piano per il recupero dell’ex Grignasco. Tra le due municipalità confinanti, che hanno formalizzato il via libera in Consiglio comunale soltanto dopo essersi confrontate e avere raggiunto una totale e reciproca intesa, quella più interessata è Villanuova, sul cui territorio insiste l’intera area coperta, mentre Gavardo è interessata solo da una quota di parcheggi. «Questa precisazione - spiega il sindaco di Villanuova Michele Zanardi - non per affermare un diritto di predominanza che nessuno contesta, ma solo per ridare la giusta dimensione geografica al comparto». Entrambi i comuni, dopo che in estate avevano adottato il piano, ora sono all’approvazione definitiva. «Un’adozione - spiega Zanardi - per noi unanime, che prevede che su una superficie coperta di 24.000 metri quadri solo 5.000 siano destinati a commerciale. L’area restante, quasi l’80%, rimane invece in prevalenza artigianale. In questo modo una zona che era una sorta di buco grigio, con la doppia delibera riacquista un’identità precisa e una definizione urbanistica chiara. Questo permette ai due Comuni di ridare dignità a un’area dismessa oggi ritrovata. Con benefici economici evidenti sia per Villanuova che per Gavardo, ma con una ricaduta anche sul territorio in termini di occupazione e di vivibilità». Dal 1891 l’area ospita il Lanificio Grignasco che, se negli anni ’60 del ‘900 contava oltre 1.200 addetti, nel 2004 ha chiuso. «Già ci sono 50 dipendenti di una società di servizi spostatasi a Villanuova sul Clisi, e altri 20 costituiscono la Servizi Ambiente Energia Vallesabbia - Saev - Ma si spera che questi 70 nuovi lavoratori - spiega Zanardi - siano solo l’inizio». Intanto i due comuni hanno già posto dei paletti. «IL PRIMO PUNTO fermo per Rialto2 - questo il nome del comparto - è un divieto unilaterale a che l’area commerciale diventi un centro commerciale. Nella convenzione sono poi descritte le attività che per tutela di sicurezza e ambiente non possono insediarsi. E l’elenco delle attività non ammissibili sancisce un tacito elenco di quelle invece ammissibili. Quelle non citate». Zanardi spera che la porzione d’area inserita nel commerciale serva da traino al recupero, che inizia con il 2018 ma non si sa quando si concluderà. Ora la partita si gioca tra privati e Rialto2. «Ma i comuni monitoreranno il corretto andamento delle cose. Infine, vogliamo che l’immobile dismesso sia rigenerato e che venga ridata dignità alla nostra storia di comunità. Come? Riportando occupazione nell’area Grignasco». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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