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16.03.2019

Gavardo prepara la rivolta contro il maxi-depuratore

La manifestazione del 3 marzo a Gavardo contro il progetto del maxi-depuratore a servizio dei reflui gardesani
La manifestazione del 3 marzo a Gavardo contro il progetto del maxi-depuratore a servizio dei reflui gardesani

L’attesa è tanta, anche alla luce di quanto emerso dall’incontro in Provincia che di fatto ha definito il progetto: a Gavardo la protesta contro il depuratore del Garda si sposta al teatro parrocchiale di via Mangano, dove oggi alle 15 è programma l’assemblea convocata dal Tavolo delle associazioni del Chiese e del lago d’Idro, a cui sono stati invitati sia i sindaci dell’asta del fiume che quelli gardesani. E giovedì alle 12 è in programma in Regione a Milano un incontro chiesto dal consigliere regionale Floriano Massardi, ex sindaco di Vallio, a cui parteciperanno i consiglieri regionali bresciani e il presidente della Provincia. A GAVARDO sul palco, oltre al portavoce del Tavolo Gianluca Bordiga, interverranno Marco Pietropoli (ingegnere ambientale vicino al Movimento 5 Stelle), Alessandro Muraca (docente all’Università di Brescia), l’ecologo Maurizio Siligardi, il sociologo Giorgio Osti dell’Università di Trieste. «Le recenti ipotesi dei due nuovi mega-depuratori a Montichiari e Gavardo - scrivono gli organizzatori – hanno una logica assurda e contronatura: davanti a questa gravissima situazione serve uno scatto d’orgoglio unitario di tutta la comunità dei 30 Comuni bagnati dal fiume Chiese e dal lago d’Idro, affinché nasca un’identità territoriale capace di difendere questo patrimonio ambientale». Più lunghi i tempi del nuovo depuratore di Montichiari, che lavorerà i reflui della Valtenesi e di Lonato, più rapidi quelli del nuovo impianto di Gavardo. «Siamo allineati con le posizioni del sindaco di Muscoline Davide Comaglio e dei comitati - spiega Silvio Lauro di Gavardo in Movimento - e dunque contestiamo sia il depuratore di Gavardo che lo scaricare i reflui nel Chiese». Sulla stessa linea Gavardo Rinasce: «La nostra posizione è di totale contrarietà - si legge in una nota - e i dubbi e le incongruenze sono ancora più gravi con gli sviluppi di questi giorni. Per le modalità con cui si vuole calare dall’alto quest’opera, in un paese senza sindaco, per il disinteresse verso il territorio e i cittadini. Verrà sacrificata una bellissima zona verde, non un’area degradata. Questo senza parlare delle conseguenze per le acque del fiume». Da una parte politica all’altra. «Mi duole non essere stato presente, perché qualcuno ha preferito mandarci a casa - dice l’ex vicesindaco Sergio Bertoloni, della Lega - perché avremmo fatto di tutto e di più in ambito istituzionale per fermare quest’opera, a cui siamo assolutamente contrari». E infine i comitati ambientalisti. «Per noi è sempre stato un progetto pessimo, e come tale rimane - chiosa Filippo Grumi, presidente di Gaia - ma siamo ancora più delusi dalla politica bresciana che non ha mosso un dito, nessuno escluso. Nessuno ha difeso un Comune senza sindaco: e adesso tutti devono prendersi le proprie responsabilità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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