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16.02.2019

Gavardo resta a mani vuote: «L’emodinamica non si farà»

Carmelo Scarcella (il terzo da sinistra) con il suo nuovo staff
Carmelo Scarcella (il terzo da sinistra) con il suo nuovo staff

L’ospedale di Gavardo non avrà l’agognato (e promesso più volte) reparto di emodinamica. Da anni se ne discute e ormai sembra che le indicazioni in merito siano chiare. «Gli ospedali devono rispondere a dei requisiti puntuali contenuti nel decreto 70 del Ministero della Salute - ha spiegato Carmelo Scarcella, direttore generale Asst Garda - L’ospedale di Gavardo è un ospedale di base che si colloca in un sistema articolato. Basti pensare che nel territorio dell’Ats di Brescia ci sono già 7 reparti di emodinamica. Quella di Gavardo potrebbe essere una richiesta legittima a livello territoriale, ma non dobbiamo guardare il singolo presidio, la rete comprende già un numero consistente di unità d’offerta di questo tipo. A Gavardo stiamo invece operando perché possa essere attivato il servizio di elettrofisiologia per cui abbiamo avuto un finanziamento regionale». Sempre a Gavardo partirà nei prossimi mesi un servizio di emodialisi domiciliare. Queste alcune delle novità emerse ieri, alle quali si aggiunge l’annuncio di una serie di accordi tra Asst Garda e Asst Spedali Civili volti a garantire l’erogazione di servizi ai cittadini tramite operatori in forza al Civile, in particolare per quanto riguarda l’area dello neuropsichiatria infantile e della psichiatria. «Nelle prossime settimane - ha dichiarato Scarcella - ci sarà un ulteriore incontro: dovremo rivalutare questi accordi e magari estenderli a ulteriori collaborazioni affinché degli specialisti del Civile possano venire a operare su Desenzano per aiutarci a intercettare un numero maggiore di assistiti che oggi fuggono verso altre strutture». TRA LE PRIORITÀ anche quella di coprire in tempi brevissimi i posti di primario di 9 strutture complesse sanitarie che attualmente risultano vacanti. In dirittura d’arrivo l’inaugurazione del servizio psichiatrico di diagnosi e cura nel presidio di Gavardo e i nuovi poliambulatori realizzati a fianco della struttura ospedaliera di Desenzano. Altro punto fondante la necessità di integrare ospedali e territorio attraverso un’effettiva collaborazione con i medici di medicina generale. Per finire un chiarimento circa l’eventualità paventata di una ridefinizione dei confini delle Asst bresciane: «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione formale da Regione Lombardia - ha concluso Scarcella - circa eventuali cambiamenti di afferenza dei presidi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.L.P.
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