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sabato, 22 settembre 2018

Caccia alle esalazioni moleste: compilata la mappa dei disagi

Grazie alle rilevazioni effettuate da Arpa è finalmente più precisa la mappa dei disagi da odori molesti

Tre mesi di rilevazioni senza sosta, 23 cittadini residenti nella zona industriale coinvolti in prima persona, centinaia di segnalazioni analizzate da Arpa (ne sono state validate 74) e quasi 360 ore certificate di «disagio olfattivo»: sono questi i numeri del monitoraggio promosso a Gavardo dall’amministrazione comunale (ormai decaduta), in recepimento di una delibera di giunta regionale (il Dgr 3018 del febbraio 2012) volta appunto «alla caratterizzazione delle emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno». Il monitoraggio è stato avviato ai primi di ottobre, e si è concluso ai primi di gennaio: solo in questi giorni però è stata resa nota la «valutazione dei risultati» a cura di Arpa Lombardia. PER 89 GIORNI consecutivi i cittadini coinvolti nel report hanno segnalato gli eventi di disagio olfattivo compilando un’apposita scheda: tali esiti sono stati poi incrociati con i dati di velocità e intensità del vento rilevati dalla centralina meteo di Arpa presente a Gavardo. L’epicentro della rilevazione in via Quarena, nella zona industriale a sud: zona divisa a sua volta in due sottozone, sud e nord, con 18 cittadini-segnalatori a nord e 5 cittadini-segnalatori a sud. In tutto si contano 656 segnalazioni: di questi «eventi» ne sono stati validati 74, l’11,2% del totale, perché come spiega Arpa «per essere considerato valido il singolo evento deve essere segnalato da almeno due segnalanti nello stesso orario». I 74 eventi validati insieme contano 359 ore e mezzo di disagio olfattivo, su un totale di 2136 ore totali di rilevamento (in tutto 89 giorni, dal 4 ottobre al 3 gennaio): la percentuale di ore di disagio raggiunge in media il 16,6%, oltre la soglia consigliata. «La percentuale delle ore rilevate di molestia olfattiva – scrive Arpa – è significativamente superiore al valore di soglia di accettabilità del 5% previsto dal Dgr regionale». Superare la soglia significa proseguire il monitoraggio nella sua «Fase B»: la verifica dell’impatto olfattivo caratterizzando le fasi che generano le emissioni. Nel dettaglio, dal monitoraggio emerge che il «tono edonico» segnalato nei moduli (ammoniaca, odore acre, odore metallico) è coerente con le attività di aziende presenti: «Si può considerare – scrive ancora Arpa – che il disagio olfattivo sia da ricondursi prioritariamente a due attività, le Fonderie Mora e la Pressofusione Tapparo. Ma è importante sottolineare che solo in alcune rare occasioni, per 6 volte, la direzione del vento si è mostrata coerente con le possibili fonti di molestie olfattive: per questo non è ancora possibile identificare in maniera chiara e univoca la fonte di origine delle molestie». Ci penserà (forse) la «Fase B», ma che la situazione sia complicata lo si dice da tempo: anche i rilevamenti sul diossido di azoto (NO2), completati dal comitato Gaia nell’ambito della campagna promossa da «Basta Veleni», avevano segnalato qualche dato al limite nella zona di via Quarena. E proprio sul tema ambientale, il comitato annuncia di voler chiedere «un incontro urgente» al commissario Anna Pavone, «per illustrare la situazione e fornire la nostra massima collaborazione». Al tavolo si discuterà sicuramente della zona industriale, delle analisi sul NO2, della cava sul Tesio, della Gavardina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA