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04.12.2018

Cambio ai vertici della Casa di riposo

La Casa di riposo di Gavardo
La Casa di riposo di Gavardo

«Il Consiglio d’amministrazione deve avere il suo fondamento in un rapporto fiduciario con l’amministrazione comunale, che di fatto è l’elemento costitutivo della nomina. Questo rapporto però è venuto meno, e quindi ho ritenuto di nominare persone di cui ritengo avere fiducia». Così il Commissario straordinario di Gavardo Anna Pavone nell’annunciare la composizione del nuovo Cda della Fondazione La Memoria, l’organizzazione che gestisce la Casa di riposo di via Santa Maria (su cui pendeva un progetto di ampliamento di oltre 9 milioni di euro, inevitabilmente arenatosi con la caduta anticipata della precedente amministrazione) che fino allo scorso weekend era presieduta da Massimo Zanella. Il nuovo Cda è stato nominato in tempi da record, e i nomi resi pubblici già ieri sera: Gabriele Avanzi, Gian Battista Tonni, Ilario Romano, Michele Bertolotti e Alfredo Bonomi. Prendono il posto dell’ex presidente Zanella, di Sabrina Pasquali, Maurizia Fossati, Daniele Gazzorelli e Aldo Michele. La revoca non riguarda il direttore Alessandro Salvadori e il direttore sanitario Lorenzo Zanini, che rimangono in carica. Avanzi è stato sindaco a Gavardo dal 1975 al 1985, Tonni primo cittadino sempre a Gavardo dal 2004 al 2009, Bonomi ex dirigente scolastico (a Casto, Vestone, Idro e Vobarno) e poi sindaco a Pertica Bassa e presidente della Comunità Montana, Romano è il presidente del polo dell’infanzia Quarena di Gavardo, Bertolotti è presidente dell’Associazione genitori gavardesi. La revoca in realtà era nell’aria da tempo, ma è stata ufficializzata venerdì scorso: nel decreto si torna sul tema della mancanza di fiducia, «venuta meno per effetto dell’intervenuta cessazione dalla carica del sindaco, e per la sua sostituzione con il Commissario straordinario, che non ritiene di confermare le valutazioni discrezionali del sindaco». Non solo: «Il Commissario ritiene giusta causa del venir meno della fiducia nel rapporto con le ripetute richieste di collaborazione e di documentazione, anche a tutela delle esigenze contabili e di bilancio, e invece espressamente rifiutate». Il Consiglio d’amministrazione uscente aveva fin da subito contestato la prospettiva di una revoca, presentando la scorsa estate un apposito parere legale che in pratica suggeriva l’autonomia della Fondazione rispetto alle altre nomine comunali. E potrebbe non finire qui: come norma prevede, i revocati possono eventualmente ricorrere al Tar entro 60 giorni. •

A.GAT.
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