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21.12.2018

Casa di riposo, è guerra totale: lo scontro si sposta in tribunale

La casa di riposo di Gavardo gestita dalla Fondazione La Memoria
La casa di riposo di Gavardo gestita dalla Fondazione La Memoria

Non è un vero colpo di scena, era nell’aria, ma è notizia di queste ore che l’ex presidente della Fondazione La Memoria Massimo Zanella, supportato da quattro membri su cinque del Cda azzerato di recente, ha deciso di impugnare davanti al Tar il decreto del commissario straordinario Anna Pavone che di fatto ha nominato un nuovo consiglio, con Michele Bertolotti, già numero dell’Associazione genitori di Gavardo, alla presidenza. «La nostra intenzione è quella di ristabilire la legalità - spiega Zanella - e il Tar è l’unico strumento che possa dimostrare chi è nel torto e chi ha ragione. È stata lesa la nostra onorabilità, siamo stati cacciati come fossimo dei delinquenti, e con modalità indegne». A SOSTEGNO della posizione del Cda uscente erano apparse le lettere firmate da Carmelo Scarcella, ex direttore di Ats Brescia, e da Arlea, l’Associazione lombarda degli enti di assistenza. Ma certo non sono mancate le opinioni a sostegno della decisione del commissario. In ordine cronologico, il primo è stato l’ex vicesindaco Sergio Bertoloni. «Quando il sindaco venne sospeso immaginavamo di poter cambiare l’assetto della Fondazione - scrive - ma inutilmente cercai di rimuovere Zanella. La situazione precipitò di fronte all’approvazione del mega progetto di ristrutturazione della casa di riposo, in una memorabile assemblea dove nessuno della maggioranza difese il progetto e dove la cittadinanza affossò clamorosamente l’iniziativa. Ora finalmente il commissario ha approfondito la situazione: persona esperta e capace, ha i poteri necessari per ripristinare la legalità». A DIFESA di Anna Pavone anche l’intervento dell’ex assessore (leghista come Bertoloni) Elisa Maioli: «Ritengo che il progetto messo in campo dal precedente Cda fosse assolutamente megalomane: si stimavano circa 12 milioni di euro. Ho voluto approfondire la questione con un consulente legale: il progetto avrebbe dovuto sottostare al codice degli appalti. Mi chiedo come un Cda possa non tenere in considerazione questo principio. E come rappresentante istituzionale non avrei mai potuto approvare in consiglio comunale un progetto di questo genere». Entra nel merito anche Liviano Bussi, coordinatore di Forza Italia: «Voglio evidenziare la positività della revoca prefettizia per evitare il vituperato progetto di sottrazione della Fondazione al controllo pubblico. A mio avviso basta citare il ripetuto diniego di documentazione del presidente Zanella. Ma i cittadini vogliono vederci chiaro: sulla contabilità, sul fantomatico business plan, sulle molteplici consulenze, sulle parcelle dei progettisti da 170mila euro, sui rimborsi spese, sul Consorzio delle case di riposo che è costituito da una sola casa di riposo». Sarà un Natale bollente, mentre la guerra di carte bollate si sposta in tribunale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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