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01.02.2018

Differenziata al via, ma scoppia il caso lavoratori

Il passaggio al sistema di raccolta porta a porta è ormai imminente
Il passaggio al sistema di raccolta porta a porta è ormai imminente

Alessandro Gatta La notizia tiene banco da qualche giorno, e agita non poco le acque quando mancano ormai meno di 24 ore alla partenza ufficiale della differenziata porta a porta in 26 Comuni della valle, al via da domani a Gavardo, Roè Volciano e Vallio: sono una trentina i lavoratori che erano in forza ad Aprica, con contratto a tempo indeterminato, che sono stati licenziati e che verranno riassunti dalla Sae – Società Ambiente Energia Vallesabbia - ma con un contratto a tempo determinato, della durata di un anno. Una «partita di giro» di risorse umane che non sembra molto conveniente, e a quanto pare per colpa di un cavillo legislativo: la Sae è la società in-house voluta dalla Comunità Montana che si occuperà appunto della gestione del servizio di igiene urbana, ed essendo una partecipata pubblica deve rispettare le nuove norme imposte dalla «Legge Madia». Una delle quali prevede appunto nuove assunzioni ma solo a tempo determinato, con tutte le conseguenze del caso per i lavoratori. In tutto sarebbero una trentina: 16 sono già stati assunti, gli altri lo saranno entro la fine di febbraio. Se ne parla, eccome, se n’è parlato anche ieri a Gavardo durante l’ultima riunione organizzativa prima del via. «Le abbiamo provate tutte, ma purtroppo non c’erano alternative - ha detto il presidente della Comunità Montana, Giovanmaria Flocchini - ma ribadisco comunque che nel contratto firmato dai dipendenti viene specificato, in caso si dovessero aprire degli spiragli, che per tutti ci sia la possibilità di passare all’indeterminato. E questo per noi è un impegno». Acque agitate, dicevamo: anche le minoranze consiliari di Gavardo, presenti ieri pomeriggio, sul tema hanno avanzato non poche perplessità. «Siamo preoccupati - Manuela Maioli, capogruppo di Gavardo Rinasce - e auspichiamo che la Comunità Montana possa davvero chiudere il percorso che porterà alle assunzioni a tempo indeterminato». «Ci è stato detto che la soluzione adottata è un obbligo previsto dal decreto Madia - Silvio Lauro, capogruppo di Gavardo in Movimento - ma ci riserviamo di fare tutti gli approfondimenti necessari». Anche il vicesindaco Sergio Bertoloni si è detto sensibile alla tutela dei lavoratori, ma allo stesso tempo ha ricordato di essere «un uomo più di destra che di sinistra», e che quindi l’assunzione a termine «può essere considerata una possibilità per l’azienda, per vagliare i dipendenti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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