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07.12.2017

Energia fai da te, Gavardo vede il traguardo

Le opere idrauliche per la centralina idroelettrica di Gavardo Un particolare degli impianti di generazione
Le opere idrauliche per la centralina idroelettrica di Gavardo Un particolare degli impianti di generazione

Alessandro Gatta Ennesimo caso di ricorso a una risorsa sempre più incerta, la centrale idroelettrica del Mulino di Gavardo è a un passo dal traguardo: i lavori strutturali possono dirsi conclusi, e mancano gli ultimi ritocchi attorno alle due coclee che dallo scorrere delle acque del Chiese riusciranno a ricavare energia fino a un massimo di circa 600 mila kWh ogni anno. All’appello manca solo il collegamento diretto alla rete elettrica; poi l’opera da 700 mila euro (finanziata al 50% da Comune e Consorzio di Bonifica del Chiese uniti in consorzio) sarà finita. IL CANTIERE si è esaurito in tempi record: la centralina dovrà essere completata e operativa entro la fine dell’anno, per non perdere gli incentivi previsti dal decreto ministeriale sulle energie rinnovabili che permetterà al Consorzio di vendere (per 20 anni) l’elettricità prodotta a 0,21 euro al kWh, quasi tre volte in più rispetto alla tariffa ordinaria di 0,08 euro. L’opera è stata finanziata da un mutuo acceso con la Bcc Colli Morenici del Garda, per cui la scorsa estate sia il Comune sia il Consorzio del Chiese hanno garantito con una fidejussione da 350 mila euro a testa: il piano di ammortamento è stato concordato in 180 rate mensili per i prossimi 15 anni, fino alla primavera del 2032. La quota da rimborsare è di poco meno di 900 euro al mese fino alla fine dell’anno, e di circa 4500 euro al mese per quelle che mancano, con 84 mila euro di interessi. Per produrre energia l’impianto utilizzerà l’antica «travata del Mulino», con un canale di carico inserito nel vecchio canale, deviato poi verso il fiume per altri 30 metri fino a imboccare la centrale e scaricare di nuovo nel Chiese. La potenza autorizzata è di 94 kilowatt e prevede una portata d’acqua di 6 metri cubi al secondo. Infine i ricavi. Il piano finanziario prevede, in caso di produzione senza riduzioni di potenza, un guadagno in 30 anni di oltre un milione e mezzo di euro: 44 mila euro di utile netto per i primi 15 anni fino al saldo del mutuo, quasi 100 mila dai 15 ai 20 anni, 34 mila dopo i 20 anni (quando finiranno gli incentivi). •

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