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26.10.2017

Il quagliodromo non trova finanziatori

L’immobile da due anni è di proprietà del ComuneL’ingresso all’ex quagliodromo da anni nel più assoluto abbandono
L’immobile da due anni è di proprietà del ComuneL’ingresso all’ex quagliodromo da anni nel più assoluto abbandono

Il destino del quagliodromo di Soprazocco di Gavardo è ormai appeso a un filo sottilissimo: in paese prende forza la voce di un abbandono irreversibile. La bandiera dei cacciatori (di cui rimane solo qualche brandello) non sventola più da quasi due anni: la struttura giace infatti abbandonata dalla primavera del 2016.

E IL FUTURO non è dei più rosei, per il capanno costruito senza autorizzazioni edilizie ma che per più di un decennio era stata la sede della sezione locale della Federcaccia, con iscritti, gare e iniziative. Entrato a far parte ufficialmente del patrimonio comunale nel febbraio di due anni fa, è stato chiuso e mai riaperto.

Il motivo è pratico: deve essere messo in regola, e per farlo servono parecchi soldi. «Non l’abbiamo quantificato, ma le opere da fare sono di una certa importanza, deve avere anche caratteristiche antisismiche - spiega il vicesindaco Sergio Bertoloni - Da quello che ne capisco io ci vogliono 50mila euro. Un investimento serio: forse è per questo che tutti ci hanno rinunciato. E di un intervento del Comune non se ne parla: siamo in attesa degli interessati».

Qualche mese fa sembrava che la situazione potesse finalmente sbloccarsi. «Ricordo che era venuto Marco Bruni, il presidente di Fidc Brescia, e con un lui un geometra della sua commissione. Avevano visto - prosegue ancora Bertoloni - quello che c’era da fare, avevano visitato il posto. Ma poi non abbiamo saputo più niente. È arrivata poi la nuova cordata soprazocchese (il nuovo presidente della Fidc locale è Paolo Venturini, il segretario è Paolo Taroli, ndr) che sembrava potessero fare qualcosa, hanno detto che ci pensavano loro, e invece non ci ha pensato nessuno, e lo stabile rimane lì».

Niente è cambiato da un anno a questa parte: incuria, sporcizia, rifiuti, sedie ribaltate, perfino una finestra aperta (magari qualcuno ci è entrato). «Esiste un nuovo comitato, con una nuova dirigenza - spiega Marco Bruni, presidente Fidc Brescia - e devono essere loro a fare il primo passo. Se dovessero decidere di fare un intervento la volontà della Federazione è quella di affiancarli, anche economicamente con un aiuto o un finanziamento da recuperare nel tempo. Certo è che serve un progetto: la cosa è da gestire, non è che il quagliodromo lo sistemi e poi lo lasci lì. L’unica cosa certa è che per mettere mano a queste situazioni servono parecchi soldi: la vicenda è nata negli anni in cui si poteva fare tutto, ma adesso non è possibile lasciare le strutture nell’illegalità, ci sono delle leggi da rispettare. Certo dispiace per quello che è accaduto».

Amarezza condivisa. «Il quagliodromo non esiste più, la Fidc di Soprazocco non ha più la sua sede storica e ha forse un quinto degli iscritti di prima - chiosa Filippo Grumi, ex presidente di sezione - e mentre tutti si rimpallano le responsabilità, gli unici a rimetterci sono i cacciatori, i cinofili, insomma tutti quelli che in questa avventura ci avevano creduto davvero. Anni di lavoro buttati». Giù il sipario, almeno per ora.

Alessandro Gatta
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