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22.12.2017

La bottega di San Biagio al traguardo dei 90 anni

Il bottegaio Claudio Laffranchi
Il bottegaio Claudio Laffranchi

Novanta sono tanti e non fanno paura. La famiglia Laffranchi, che a Soprazzocco tiene bottega dal 1927, da quando nonno Severino decise di alzare la serranda, festeggia e guarda al futuro. Investendo idee ed energie in un negozio di quelli che, purtroppo, si vedono sempre meno, triturati e messi ai margini da un commercio che punta tutto sulla comodità, la velocità, la massificazione. NEI CINQUANTA metri quadri della bottega di alimentari il tempo sembra essersi fermato e il bottegaio, Claudio, nipote di Severino, indugia spesso e volentieri in quattro chiacchiere con i clienti. Sugli scaffali si trova di tutto: dalla cotognata nella cassettina di legno alle pasticche di zucchero, dai confetti ai contenitori di vetro di ogni forma e tipo e alle «bosse» di latta originali. E ancora: la pasta nostrana, i salumi doc, i formaggi di malga e la liquirizia artigianale. Non è un caso che il negozio di San Biagio di Soprazocco (frazione nella frazione che fino al 1928 era Comune) sia stato di recente riconosciuto dalla Regione come «attività commerciale storica». Per omaggiare durante queste feste natalizie i clienti, Claudio Laffanchi offre loro un sacchetto di caramelle «Rossana», azienda anch’essa nata ai primi del Novecento. Ovvero gli anni in cui i Laffranchi scendevano alle basse dalle Pertiche valsabbine. Tempi lontanissimi: pochi gli abitanti, famiglie che si conoscevano e un unico negozio a San Biagio, quello di cui stiamo parlando. Dopo la guerra alla rivendita si aggiunse l’osteria, poi nel 1980 nonno Severino passò il testimone alla figlia Anna e quindi al figlio Pietro, che agli inizi degli anni Novanta trasferì l’attività a Claudio. Che spente le novanta candeline punta dritto verso il futuro.

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