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02.12.2017

Profughi, il Comune non ci sta: «Fermare subito i nuovi arrivi»

Persavalli, Formentini, il vicesindaco Bertoli e l’assessore Maioli
Persavalli, Formentini, il vicesindaco Bertoli e l’assessore Maioli

Alessandro Gatta Nuovi richiedenti asilo in paese, il Comune dice no: a seguito della comunicazione della Prefettura di Brescia, datata 28 novembre, in cui viene annunciato l’arrivo di 6 nuovi profughi (tutte giovani ragazze nigeriane), l’amministrazione comunale di Gavardo ormai a trazione leghista prova a respingere la proposta al mittente, denunciando non solo il superamento della «quota parte» di 2,5 rifugiati ogni mille abitanti, ma anche la mancanza di agibilità dell’immobile di via Capoborgo in cui le ragazze dovrebbero essere ospitate. «Quando ci è arrivata la comunicazione abbiamo verificato le condizioni dello stabile - spiega il vicesindaco Sergio Bertoloni - e dall’ufficio urbanistica è emerso che l’immobile è inagibile, per carenza documentale e difformità nella dichiarazione dello stato dei luoghi, oltre che per un precedente provvedimento amministrativo. Abbiamo programmato un sopralluogo per il 7 dicembre, con la Polizia locale: la Prefettura chiarisca la sua posizione, perché in quell’immobile a oggi non ci sono le condizioni per ospitare nessuno». MA C’È DELL’ALTRO. «Il sindaco Emanuele Vezzola aveva sottoscritto un accordo da galantuomini con l’ex prefetto di Brescia - continua Bertoloni - per cui come Comune avremmo dato la disponibilità di uno stabile, gli ex ambulatori di Sopraponte, e in cambio ci era stato promesso che di profughi non ne sarebbero più arrivati. E invece oggi in paese ne abbiamo 56 più altri 6 in arrivo, quando la nostra quota dovrebbe essere di 33». E lo Sprar? Il Comune comunque non aderirà al sistema statale per la gestione dei rifugiati che ha permesso alla vicina Serle di ridurre di due terzi la quota dei profughi presenti. «Nessun sindaco leghista aderirà mai - sbotta il segretario provinciale Paolo Formentini, presente ieri in conferenza stampa insieme al segretario gavardese Giancarlo Persavalli, al vicesindaco Bertoloni e all’assessore Elisa Maioli - per un motivo puramente politico: accettare lo Sprar significherebbe avvallare questa modalità di non gestione dell’immigrazione, con tutti gli scandali che ne sono conseguiti». A Gavardo di richiedenti asilo salgono a 56: di questi 39 sono in via Quarena, in uno stabile privato, altri 8 a Soprazocco (in un altro stabile privato) e infine 3 a Sopraponte, negli ex ambulatori di proprietà comunale. «Sappiamo che circa la metà delle richieste di asilo sono già state respinte - dice ancora Bertoloni – e se il dato venisse confermato dovrebbero essere rimpatriati». Profughi a parte, Gavardo è da tempo un paese multietnico: su 12.228 abitanti gli stranieri sono 1674, il 13.6%, in rappresentanza di 55 diverse etnie. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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