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03.01.2019

Semaforo rosso per i Vettel di Soprazocco

Il cartello che avvisa del nuovo limite abbassato a trenta orariUno dei dissuasori posizionatiIl dosso in salita fa discutere
Il cartello che avvisa del nuovo limite abbassato a trenta orariUno dei dissuasori posizionatiIl dosso in salita fa discutere

Tre nuovi dossi in rapida sequenza, un cartello di «Zona 30» a dir poco esplicativo (alto ben più di due metri) e le pattuglie della Locale pronte a fare qualche controllino in più: basterà questo a frenare gli aspiranti Vettel di via San Giacomo, a Soprazocco? «Ce ne sono alcuni che viaggiano come matti», raccontano dal centro storico che più centro non si può: tra la chiesa e l’oratorio, il bar e il negozio, le scuole poco più in là. «Anche a seguito di segnalazioni di alcuni cittadini - scrive il Comune di Gavardo in una nota - è emersa una situazione di pericolo determinata dal transito di veicoli a forte velocità lungo la strada comunale, particolarmente accentuata dal fatto che il tratto si trova in prossimità della chiesa, dell’oratorio, delle elementari e della farmacia». LA RISPOSTA del municipio non si è fatta attendere: durante le vacanze di Natale sono stati posizionati tre nuovi dossi a distanza ravvicinata, in meno di 300 metri, il cartello di cui sopra, l’ordinanza che impone il limite per tutti i veicoli a 30 chilometri orari. «Certo il problema della velocità è un bel problema - spiega Alex Poli, titolare insieme alla moglie Carmen della storica bottega che si è da poco trasferita nella piazzetta che fa angolo con via San Giacomo - perché ci sono le macchine che corrono, e anche le moto, e soprattutto la sera». Alla discussione in negozio si unisce una giovane mamma. «Purtroppo gli stupidi ci sono - spiega - che vengono sparati anche in curva, dove abitiamo noi, e davanti alla chiesa. Ma io dico: se vedi una chiesa, toglilo il piede dall’acceleratore. Per non parlare di quelli che sorpassano anche quando vedono che ci sono i genitori fuori da scuola che aspettano i bambini». Anche al Drink Bar si discute. «Giusto che ci siano i dossi, siamo in centro abitato», dice il primo impegnato a giocare al Lotto. «Dovrebbero toglierli tutti invece», ribadisce il secondo che sta caricando la briscola. «Ci sono pro e contro - la sintesi della titolare Romina Bertasi - perché se parliamo di pericolo è giusto metterli, siamo comunque vicino alla scuola e alla chiesa, e in tanti quando guidano se ne fregano. Ma secondo me hanno sbagliato la tipologia di dosso, erano meglio in cemento: questi con la neve li devono togliere. Per non parlare del dosso in salita». Il primo dosso è davanti al bar, il secondo davanti alla chiesa, il terzo è a metà discesa (o salita) poche decine di metri più in là. «Un dosso a metà salita costringe la gente a rallentare - incalza ancora Alex Poli - e provate a immaginare un anziano magari con una macchina un po’ vecchia. E quando nevica? Lo spazzaneve dovrà togliere la lama per poter passare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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