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domenica, 22 ottobre 2017

Verde pubblico e degrado: è polemica

Su verde pubblico e giochi a Gavardo infuriano le polemiche (BATCH)

Degrado, manutenzioni e verde pubblico accendono il dibattito in consiglio comunale. La minoranza di Gavardo Rinasce all’attacco sulla situazione del parco «Amarcord». «Sono tantissime le segnalazioni sullo stato di pesante degrado del parco - ha detto Manuela Maioli - e fanno riferimento alla mancanza di cura del verde, ai cestini stracolmi di spazzatura, ai giochi dei bambini ormai rovinati, alla presenza di topi che girano indisturbati, si segnala un episodio in cui un adulto è intervenuto per allontanare un bimbo troppo vicino a un ratto, ma soprattutto alla presenza di persone che spacciano anche in pieno giorno». La replica dell’assessore Bruno Ariassi: «I giochi li abbiamo fatti sistemare un paio di settimane fa, per i ratti stiamo lavorando a una disinfestazione, i cestini vengono svuotati settimanalmente. E per quanto riguarda lo spaccio i carabinieri fanno il loro lavoro, sanno cosa devono fare». Manutenzione dei marciapiedi: sempre Maioli segnala «enormi disagi e rischi per chi percorre i marciapiedi, specialmente con passeggini o in carrozzina».

PER L’ASSESSORE Ariassi il problema è in viale Avanzi: «Il problema sono gli 80 tigli sulla via, che stanno distruggendo le recinzioni e appunto i marciapiedi. Se si vuole risolvere la faccenda bisogna prendere una decisione, ma che sia unanime: tagliarli tutti. Non vi immaginate quante mail mi arrivano di gente che li vorrebbe tagliare».

Verde pubblico: il consigliere Silvio Lauro di Gavardo in Movimento attacca sui ritardi nello sfalcio e nella manutenzione. «A primavera inoltrata non si era ancora visto un addetto al lavoro, e non era stato fatto nemmeno il primo sfalcio dell’erba, o interventi su aiuole e alberature». Ancora Ariassi: «Gavardo purtroppo non è Sirmione, non abbiamo la possibilità di investire i denari che hanno i comuni della riviera. Si fa quel che si può. Basta pensare che fino a pochi anni fa si incassava 1 milione di euro con gli oneri di urbanizzazione, adesso meno di 400mila».