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martedì, 17 ottobre 2017

Acqua, la tutela del lago d’Idro
ha bisogno di un Osservatorio

La spiaggia di Vesta di Idro come appare in questi giorni (BATCH)

È una proposta di maggiore tutela ambientale del lago d’Idro, anche attraverso l’inserimento in percorsi di ricerca su scala nazionale, quella che arriva dal deputato trentino del Movimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro. È sua la proposta avanzata al ministero dell’Ambiente per tutelare la qualità e i livelli delle acque dell’Eridio.

La novità risale a qualche giorno fa, quando il parlamentare ha presentato una interrogazione al ministro per chiedere di avviare la costituzione di un osservatorio scientifico permanente sul lago d’Idro e di inserire questa stessa area lacustre nella «Rete italiana per la ricerca ecologica di lungo termine» (Lter-Italia). Queste due operazioni permetterebbero di condurre ricerche ambientali su scala pluridecennale, recependo in questo modo le raccomandazioni contenute nello studio del progetto europeo «Silmas» coordinato dal professor Pierluigi Viaroli: una verifica dello stato ecologico e della qualità delle acque del bacino presentato nel 2013 che aveva individuato alcuni interventi per ridurre l’apporto di azoto e fosforo nel lago; i principali responsabili dell’eutrofia.

«NELL’ATTO parlamentare - spiega Fraccaro - ho chiesto al Governo quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per favorire l’inserimento del lago d’Idro nella rete dei siti Lter, e, in vista della futura costituzione del comitato paritetico di gestione delle acque del bacino del fiume Chiese e del lago d’Idro, di attivarsi per favorire la presenza negli enti e negli organismi che svolgono funzioni di indirizzo e coordinamento in tema di risorse idriche e monitoraggio ecologico, di rappresentanti delle associazioni riconosciute a livello locale per l’attività di tutela dell’ambiente».

Fraccaro ha insomma puntato in alto per chiedere di predisporre strumenti capaci di dare una risposta concreta ai problemi che da decenni caratterizzano la gestione di questo specchio d’acqua prealpino e che pesano sia sull’equilibrio naturale di un vasto ecosistema, sia sulle popolazioni locali.

In attesa di una risposta ministeriale, il livello del lago riprende a crescere. Dopo il periodo di massima allerta di una decina di giorni fa, con l’affacciarsi del fantasma di una deroga al deflusso minimo vitale, ora la quota è risalita di una ventina di centimetri. Merito delle provvidenziali piogge di questi giorni: in un paio di settimane l’idrometro è arrivato fino a quota 367,78, non perfetta ma accettabile per la naturalità di questo specchio d’acqua.