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17.01.2018

Benessere, a Idro fanno la fila per scoprire il lettino armonico

Alfredo Bigogno con la sua tavola sonora piazzata a Idro
Alfredo Bigogno con la sua tavola sonora piazzata a Idro

Mila Rovatti La sua intuizione sta portando benefici ai bambini nati prematuri in un numero crescente di ospedali, e dopo l’infanzia a rischio, la sperimentazione si sta allargando agli adulti problematici. Sta succedendo a Idro, con una evoluzione del brevetto «Mami voice» nato dal lavoro dell’architetto Alfredo Bigogno, il quale per l’amore verso il suo paese d’origine ha scelto appunto Idro per continuare a sperimentare gli effetti di quella che in origine era una «culla vibrante», e che adesso è anche una tavola sonora a disposizione in particolare degli ospiti disabili della casa alloggio. Sulle sponde dell’Eridio sta funzionando l’evoluzione di un’idea sviluppata a partire dal 2000 dopo una chiacchierata fra l’architetto e un musicista. Si erano interrogati su come attutire i rumori delle incubatrici nei reparti di terapia intensiva neonatale, e ne era nato un sistema capace di passare alla culla solo le vibrazioni della voce della madre dei piccoli preventivamente registrata: la cosa è possibile attraverso un apparecchio realizzato negli Stati Uniti; un amplificatore a batterie che fa passare solo le onde sonore e annulla i campi elettromagnetici. L’idea è piaciuta e alcuni ospedali l’hanno già sperimentata con successo; fra questi: il Civile di Brescia, il San Raffaele di Milano, il Santa Maria a Reggio Emilia, l’ospedale di Cagliari e presto anche il San Matteo di Pavia. «I medici che hanno testato il sistema Mami voice - spiega Bigogno - hanno registrato dei benefici sui bambini prematuri, che possono ascoltare le vibrazioni della voce della mamma anche quando questa non può essere presente. Per esempio, i piccoli tendono a piangere meno durante i prelievi se il meccanismo è attivo». QUESTO per l’inventore è un primo obiettivo raggiunto, ora spera di ottenere la certificazione del brevetto da parte del ministero della Sanità. L’evoluzione destinata agli adulti? È già stata provata in alcune strutture di recupero e anche su persone in coma profondo. Si tratta sostanzialmente di un lettino realizzato con legno d’abete della Val di Fiemme su cui ci si sdraia per essere pervasi da suoni e vibrazioni: arpa celtica, pianoforte e musiche studiate ad hoc da un musicista olandese; ma funzionano anche le campane tibetane suonate direttamente sul legno. In questi giorni la possibilità di testare la terapia gratuitamente è arrivata a Idro, nella palestra comunale: tutti i mercoledì su appuntamento. E alle sedute partecipano anche gli ospiti della Cogess. «Con le persone disabili - spiega l’architetto - l’efficacia del sistema è ancora più evidente. Dopo il trattamento si notano un aumento del livello di attenzione e una maggiore serenità». Per saperne di più alfredo.bigogo@gmail.com. •

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