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giovedì, 15 novembre 2018

Briganti tra crimini e mito Zanzanù riempie la scena

Storicamente gardesano, da un paio d’anni il brigante Zanzanù ha preso casa anche in alta Valsabbia. Merito della nuova edizione, la seconda, della tre giorni di rievocazione storica «Brigancc sòl Lac» che si terrà a Idro a partire da venerdì. E merito anche dell’associazione «Historia viva», che ripropone sulle sponde dell’Eridio alcuni momenti delle vicende di Giovanni Beatrice, Zanzanù appunto: una figura controversa e leggendaria della Repubblica di Venezia che, nato a Gargnano nel 1576, pare frequentasse, soprattutto per nascondersi, le montagne che sovrastano il lago d’Idro. La festa inizierà venerdì alle 18 con l’apertura degli stand gastronomici seguita dal concerto di Dellino Farmer. Intanto il parco di Crone sarà allestito in parte come un accampamento della milizia di Venezia e in parte come campo dei briganti. Il tutto in stile seicentesco, con soldati in armatura e artigiani al lavoro. A intervalli, fino a domenica sarà possibile visitare le tende e calarsi nella vita quotidiana del 17esimo secolo, quando Zanzanù e la sua banda, a cui qualcuno attribuisce 200 omicidi (solo una decina gli sono attribuiti dalle sentenze di bando delle magistrature veneziane) seminavano terrore fra l’alto Garda e la Valsabbia. Sabato dalle 17.30 toccherà poi ai simposi «La toponomastica di Idro e Valle Sabbia» e «Le lingue lombarde» con un contorno di stand gastronomici, musica e spettacoli rievocativi. Fino alla conclusione prevista per domenica alle 20.30 con il concerto di chiusura affidato a Piergiorgio Cinelli. Zanzanù fu indubbiamente uno dei banditi del Bresciano (pare ce l’avesse soprattutto con i nobili), ma a quanto pare la sua figura godette di una certa stima fra la gente comune. E fra storia e mito va in scena la sua vita, culminata con la battaglia di Tignale del 1617 durante la quale il ricercatissimo criminale venne ucciso. •