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29.06.2018

Il sindaco di Idro rincara la dose «Così ci mettevano in pericolo»

La galleria degli agricoltori destinata ad essere dismessa
La galleria degli agricoltori destinata ad essere dismessa

«Il progetto della nuova galleria è tutto da rifare per colpa di un errore conclamato». Lo dice non soddisfatto ma preoccupato il sindaco di Idro, Giuseppe Nabaffa, che in queste ora sta incassando una vittoria politica e insieme tecnica, visto che il suo Comune è rimasto l’unico sull’Eridio a contestare su entrambi i fronti questa operazione faraonica. «Convocati in Prefettura per questioni riguardanti il Piano di protezione civile - ricostruisce Nabaffa sottolineando che sono diventati reali timori manifestati da tempo - abbiamo scoperto che qualche giorno prima la Prefettura aveva sentito i rappresentanti di Ufficio dighe, Infrastrutture lombarde, i dirigenti regionali dei settori Risorse idriche, Territorio, Monitoraggio rischi e Protezione civile, ma anche la Provincia, l’Ufficio territoriale regionale, l’Agenzia per il fiume Po e la Società lago d’Idro. A quel punto ho chiesto il verbale della riunione e leggendolo ho scoperto che il tempo sta dando ragione a noi». MOLTI i problemi tecnici sottolineati dal verbale, «a partire dalle prove fatte col modello in scala della galleria, che evidenziano l’insufficienza della portata: 200 metri cubi al secondo anziché i necessari 330. In quella riunione di cui non sapevamo nulla, il responsabile del procedimento per Infrastrutture lombarde ha dichiarato che la progettazione è stata sospesa. Questo comporta la redazione di un piano diverso da quello approvato in sede di conferenza di servizi e questo noi lo avevamo già dichiarato». È dal 2009 che in ogni riunione Nabaffa, che si occupa personalmente della questione, segnala incongruenze riscontrate con l’esame delle tavole progettuali o delle relazioni. «L’impresa che ha vinto l’appalto con un ribasso del 35,07% - incalza - ora deve adeguare il progetto alle prescrizioni cercando di non superare l’aumento del 20% dei costi pena la risoluzione del contratto». E adesso? Secondo il sindaco le opzioni sono due: o l’impresa farà carte false per limitare l’aumento dei costi, oppure farà causa a Infrastrutture lombarde per l’inadeguatezza del piano messo a gara. «Ci pare chiaro - conclude - che l’opera che doveva metterci in sicurezza ci avrebbe invece messo in pericolo. Per rendere sicuro un territorio non si possono realizzare le dighe». •

M.ROV.
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