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lunedì, 18 febbraio 2019
Il sindaco di Idro rincara la dose «Così ci mettevano in pericolo» | Idro

Il sindaco di Idro rincara la dose «Così ci mettevano in pericolo»

La galleria degli agricoltori destinata ad essere dismessa

«Il progetto della nuova galleria è tutto da rifare per colpa di un errore conclamato». Lo dice non soddisfatto ma preoccupato il sindaco di Idro, Giuseppe Nabaffa, che in queste ora sta incassando una vittoria politica e insieme tecnica, visto che il suo Comune è rimasto l’unico sull’Eridio a contestare su entrambi i fronti questa operazione faraonica. «Convocati in Prefettura per questioni riguardanti il Piano di protezione civile - ricostruisce Nabaffa sottolineando che sono diventati reali timori manifestati da tempo - abbiamo scoperto che qualche giorno prima la Prefettura aveva sentito i rappresentanti di Ufficio dighe, Infrastrutture lombarde, i dirigenti regionali dei settori Risorse idriche, Territorio, Monitoraggio rischi e Protezione civile, ma anche la Provincia, l’Ufficio territoriale regionale, l’Agenzia per il fiume Po e la Società lago d’Idro. A quel punto ho chiesto il verbale della riunione e leggendolo ho scoperto che il tempo sta dando ragione a noi». MOLTI i problemi tecnici sottolineati dal verbale, «a partire dalle prove fatte col modello in scala della galleria, che evidenziano l’insufficienza della portata: 200 metri cubi al secondo anziché i necessari 330. In quella riunione di cui non sapevamo nulla, il responsabile del procedimento per Infrastrutture lombarde ha dichiarato che la progettazione è stata sospesa. Questo comporta la redazione di un piano diverso da quello approvato in sede di conferenza di servizi e questo noi lo avevamo già dichiarato». È dal 2009 che in ogni riunione Nabaffa, che si occupa personalmente della questione, segnala incongruenze riscontrate con l’esame delle tavole progettuali o delle relazioni. «L’impresa che ha vinto l’appalto con un ribasso del 35,07% - incalza - ora deve adeguare il progetto alle prescrizioni cercando di non superare l’aumento del 20% dei costi pena la risoluzione del contratto». E adesso? Secondo il sindaco le opzioni sono due: o l’impresa farà carte false per limitare l’aumento dei costi, oppure farà causa a Infrastrutture lombarde per l’inadeguatezza del piano messo a gara. «Ci pare chiaro - conclude - che l’opera che doveva metterci in sicurezza ci avrebbe invece messo in pericolo. Per rendere sicuro un territorio non si possono realizzare le dighe». •