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26.01.2018

Inseguite in auto e minacciate: notte di terrore per sei amiche

L’intervento dei carabinieri dopo l’allarme lanciato dalle inseguite
L’intervento dei carabinieri dopo l’allarme lanciato dalle inseguite

Prima le ha affiancate in auto, poi ha tentato di tamponarle, quindi ha deciso di superarle e di costringerle a fermarsi tagliando loro la strada. Sembra la sequenza di un film d’azione o di una scena di «Criminal Minds», invece è quanto accaduto martedì notte a Idro a un gruppo di giovani donne che rincasavano dopo aver assistito al concerto del trio Renga-Pezzali-Nek in città. Le sei amiche a bordo di una vettura a sette posti, dopo la serata trascorsa tra musica e chiacchiere, stavano facendo ritorno in Valsabbia. All’1.30 circa si sono fermate a Idro per far scendere una di loro che aveva l’auto parcheggiata alla Pieve, sulla Provinciale del Caffaro. Appena ferme sono state affiancate da un giovane che ha abbassato il finestrino come a voler chiedere un’informazione. NON È SERVITO molto perché si accorgessero che il ragazzo era in evidente stato confusionale. Quando si è presentato spacciandosi per una guardia giurata, una di loro ha riconosciuto un giovane della zona piuttosto instabile e ha suggerito a chi era alla guida di andarsene. Nessuna delle sei è scesa dall’auto e si sono dirette verso l’interno del paese nella speranza che nel frattempo l’uomo desistesse. Inutilmente. Il ragazzo le ha rincorse per alcuni chilometri tentando di tamponarle, poi, nei pressi del ponte sul canale Enel, le ha superate e ha loro tagliato la strada. A quel punto è sceso dall’auto e come raccontano le sei, spaventatissime, «sembrava indemoniato. Ha dato un pugno al cofano lasciando una discreta ammaccatura». LA PRONTEZZA di riflessi di chi era la guida ha fatto in modo che tutto si risolvesse con un bello spavento. Innescata velocemente la retro, le sei donne si sono infatti allontanate. «Che paura - raccontano - per poco non lo investivamo in retromarcia». Sapere chi era e conoscere le sue difficoltà ha sicuramente attenuato la rabbia, ma la paura è stata tanta. Dopo la retromarcia le sei amiche sono riuscite a infilarsi in una stradina laterale, hanno spento i fari e hanno chiamato i carabinieri. Non si sono più mosse da lì e sono rimaste in contatto con il 112 fino a quando non sono arrivati gli uomini dell’Arma. Un tempo che è sembrato interminabile, con la paura di essere localizzate dall’aggressore. Il giorno dopo si sono recate in caserma a Idro e hanno sporto denuncia. «Nessuno vuole infierire su chi non sta bene - hanno commentato - ma se al posto nostro ci fossero state le nostre figlie? Come sarebbe andata a finire?». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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