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domenica, 22 ottobre 2017

Livelli e gestione delle risorse:
«Un patto per salvare l’Eridio»

Sulla questione «deroga» il duro affondo degli ambientalisti (BATCH)

Resta alta l’attenzione degli Amici della Terra sul fronte livelli dell’Eridio e gestione delle risorse idriche. L’obiettivo è quello di sempre: spingere i 30 comuni che si affacciano sul Chiese e sul lago d’Idro a unire le forze per ottenere un ente paritetico che coordini la gestione dell’intero bacino sotto ogni aspetto.

Con il sostegno di Legambiente, il gruppo prosegue dunque la battaglia intrapresa, invitando le amministrazioni, interpellate una a una, a sottoscrivere una petizione in cinque punti perché si affermi il principio secondo il quale «nessun territorio deve soffrire più di un altro».

UNA MISSIONE di sicuro nobile, ma non facile visto che proprio in questi giorni la Regione, alla luce della scarsità di piogge, ha avviato l’iter per chiedere al Ministero una deroga al deflusso minimo vitale del Chiese.

Una decisione che, durante l’incontro di giovedì a Idro per la quinta pubblica assemblea informativa degli Amici della Terra, è stata più volte definita inaccettabile. «Senza il deflusso minimo vitale - ha spiegato Gianluca Bordiga, presidente dell’associazione - tutta l’asta del Chiese verrebbe penalizzata. Ogni singolo cittadino dovrebbe sentirsi offeso: tutti hanno il diritto di vedere l’acqua scorrere, per questo auspichiamo un fronte comune».

La battaglia degli Amici della Terra non è facile, delle sette amministrazioni comunali invitate solo due erano rappresentate: Idro e Storo. Ma Gianluca Bordiga non è certo tipo da scoraggiarsi, e per il 20 agosto ha programmato una passeggiata per le famiglie: una manifestazione di sensibilizzazione alle problematiche dell’Eridio e alla scoperta del territorio.

All’incontro era presente anche Barbara Meggetto, presidente regionale di Legambiente, che ha più volte sottolineato la necessità di «costruire un’alleanza con gli agricoltori, per una gestione che raccolga le istanze di tutti».