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20.02.2018

Opere di svaso, il progetto è da rifare

Si torna a parlare di Eridio e di opere di svaso:  il via ai lavori è destinato di nuovo a slittare in avanti
Si torna a parlare di Eridio e di opere di svaso: il via ai lavori è destinato di nuovo a slittare in avanti

Non tutto da rifare, ma prima che arrivino ruspe e operai dovrà passare molto più tempo del previsto. Slitta ancora sull’Eridio l’apertura dei cantieri per la realizzazione delle nuove opere di svaso al lago. Dopo i test sul modello in scala, costruito al Politecnico di Milano, è emerso infatti che il progetto è da rivedere. LA NOVITÀ è emersa durante l’incontro promosso domenica dagli Amici della terra lago d’Idro Valle Sabbia per illustrare il quarto rapporto annuale sul bacino idrografico dell’Eridio e del Chiese. A dare la notizia l’ingegner Alessandro Muraca, docente di ingegneria idraulica all'Università di Brescia, dove per oltre 15 anni sono stati raccolti dati sulla gestione di questo bacino prealpino. «Realizzando il modello in scala - ha spiegato l’ingegner Muraca - è stato possibile verificare direttamente tutte le criticità riguardanti il comportamento idraulico della galleria di bypass, e i tecnici sono giunti alla conclusione che alcuni punti vanni rivisti. Ad esempio, va ridotta la portata della galleria prevista in 500 metri cubi al secondo: dovrà invece avere una portata massima di 300 metri». Con ogni probabilità, dunque, anche la prossima estate non vedrà l’apertura dei cantieri. Una buona notizia per i comitati che si sono schierati a difesa del lago e che anche domenica non hanno mancato di ribadire la loro assoluta contrarietà agli interventi. «Si tratta di opere finalizzate a consentire un’escursione di 3 metri e 25 centimetri, mentre in questi ultimi anni di sperimentazione, e in particolare l’anno scorso, grazie alla oculata gestione dell’Aipo, è stato ampiamente dimostrato che basta un prelievo di 1 metro e 30 per soddisfare tutte le utenze». ALL’INCONTRO promosso dagli Amici della Terra, gruppo presieduto da Gianluca Bordiga, hanno partecipato Maurizio Siligardi, ecologo fluviale già docente all'Università di Trento, Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, che sostiene la causa del lago d’Idro, e Mariano Mazzacani, presidente del comitato referendum per l'acqua pubblica. Per tutti coloro che da anni sono impegnati nella battaglia in difesa del delicato ecosistema dell’Eiridio ora ci sarà più tempo per ragionare sulle eventuali e ulteriori contromosse, in attesa di capire come sarà rivisto il progetto. Gianluca Bordiga: «Ci siamo. E con la petizione che chiediamo di sottoscrivere ai comuni posti sui 160 chilometri dell'asta del Chiese, abbiamo ampliato gli orizzonti. Abbiamo superato la sudditanza psicologica dai poteri forti trovando la forza di continuare la battaglia per la salvaguardia del lago e contro le opere di svaso». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mila Rovatti
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