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11.05.2018

Incendio doloso,
brucia la casa
delle streghe

Il retro dell’edificio:  l’incendio è stato appiccato in due punti distinti e ha provocato danni ingentiLa facciata dell’edificio in legno che accoglieva i visitatori all’ingresso del Parco delle Fucine di CastoGli spazi interni che ospitavano il bar, la cucina e la zona ristoro
Il retro dell’edificio: l’incendio è stato appiccato in due punti distinti e ha provocato danni ingentiLa facciata dell’edificio in legno che accoglieva i visitatori all’ingresso del Parco delle Fucine di CastoGli spazi interni che ospitavano il bar, la cucina e la zona ristoro

Un gesto vigliaccio. Un incendio di matrice dolosa che tra lingue di fuoco e denso fumo nero si è mangiato «La Cà dele Stree», l’edificio in legno costruito all’ingresso del Parco delle Fucine. L’ALLARME a Casto è scattato nella tarda serata di mercoledì, poco prima delle 23. E il rogo, a quanto pare, è stato appiccato in due punti distinti sul retro dell’edificio che ospita il bar, il punto ristoro e gran parte del materiale che viene messo a disposizione degli escursionisti, in particolare carrucole e imbragature: «Di queste ne avevamo 170 - spiega Roberto, il primo a intervenire avvisato da Lucia, che per prima ha visto le fiamme - e se ne sono salvate forse una trentina». Sono bastati pochi minuti ai volontari del Gruppo Ferrate, l’associazione che gestisce il parco, per arrivare sul posto. «Ma con una canna usata per innaffiare i fiori c’era ben poco da fare», commenta ancora Roberto. Un’ottantina gli uomini mobilitati. «Ci siamo dati da fare - racconta Santo Piccinelli, presidente del gruppo - ma con pochi mezzi e ancor meno acqua c’era poco da fare». È servita circa mezzora invece alle squadre dei vigili del fuoco di Salò e Lumezzane per arrivare fino a Casto. Gli uomini hanno lavorato fino alle 4.30 del mattino prima di riuscire a domare il rogo. «Ora - spiega Franco, un altro dei volontari - dobbiamo radunarci per ricostruire la squadra, coesa ma in questo momento profondamente prostrata. Bisogna ripartire subito». «I danni sono ingentissimi. Ci sarà un sopralluogo - spiega ancora Santo - per quantificarli: la struttura era assicurata». Niente assicurazione invece per quanto contenuto nell’edificio: carrucole, imbragature e le dotazioni del bar e della cucina. A fianco delle «casa delle streghe» i volontari stanno realizzando un info-point: 80.000 euro di spesa, per la metà pagati dalla Comunità Montana e per l’altra metà divisi in parti uguali tra Comune di Casto e Gruppo Ferrate. «Intervenendo in fretta - racconta Franco - abbiamo evitato che le fiamme intaccassero il secondo edificio. Ma il primo è stato distrutto da un’azione criminale che ha colpito un bene pubblico frutto di 5 anni di lavoro». Impegnarsi per l’info-point (che distribuirà anche prodotti locali) ha significato esaurire le risorse: «Quindi ricostruire si può e si deve, ma partendo da un portafogli miseramente vuoto». E dalla rabbia per una vigliaccata miserabile. «Ci sono state almeno dieci denunce presentate contro i nostri lavori, tutte respinte perché ogni cosa era in regola. Ma questo accanimento contro di noi ha finito per legittimare chi vuole distruggerci, anche a costo di compiere atti criminali». Tra chi ha voluto mostrare solidarietà al Gruppo Ferrate anche don Marco Iacomino, parroco di Casto, Mura e Comero: «Un atto non solo vergognoso ma anche di intimidazione mafiosa». Solidarietà ma anche risorse infine dalla Comunità Montana: in arrivo ci sono 10mila euro per i primi interventi di ripristino. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Pasinetti
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