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mercoledì, 21 novembre 2018

La «Cena in Comune» si fa in quattro

I tavoli saranno decorati con i colori delle quattro contrade

Torna a Nuvolento la «Cena in Comune», giunta alla quarta edizione. «Quest’anno la cena è legata alle giornate del patrimonio - spiega l’assessore alla Cultura Barbara Padovani - per la duplice valenza dell’accezione “in comune”: sia perché ognuno porterà da casa cibo, bevande e stoviglie, sia perché la cornice in cui si svolge è il cortile del municipio». Novità assoluta, la cena si avvale della collaborazione dell’associazione «Palio delle contrade», nel segno della tradizione sia culinaria locale che culturale e sociale. L’EVENTO nacque in concomitanza con l’Expo del 2015 che aveva come tema conduttore il cibo: ogni anno la cena è stata caratterizzata da un allestimento ad hoc. Quest’anno i tavoli verranno contrassegnati dai colori delle quattro contrade, ovvero Naviglio (giallo), Maglio (blu), Fonte (verde) e Castello (rosso). Sarà quindi cura dei partecipanti, la cui iscrizione è raccomandata, portare, oltre alle pietanze e alle bevande, anche piatti, posate e tovaglioli del colore della rispettava contrada. Durante la serata, che inizierà alle 18.30 con l’aperitivo in uno dei locali che aderiscono all’iniziativa, verrà proposto un quiz «Rischiatutto» che comprenderà, oltre a domande di cultura generale, anche quesiti su Nuvolento e la sua storia: i punti acquisiti dalle contrade saranno tenuti in conto anche per il prossimo Palio. «Il filo rosso che lega la manifestazione alle giornate del patrimonio è rappresentato proprio da questa commistione tra tessuto sociale e tradizione, nel segno della condivisione e dell’amicizia. Non dimentichiamo che Nuvolento - conclude l’assessore Padovani - è assai attenta alle proprie tradizioni e al suo territorio. Non a caso di recente il casoncello di Sant’Andrea ha ottenuto la certificazione Deco». Le giornate del patrimonio vere e proprie si terranno il 22 e 23 settembre, e, tra i tanti eventi, proporranno anche il concerto del pianista giapponese Takahiro Yoshikawa nell’antica pieve di Santa Stefania. •