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24.12.2017

Scuole materne, decolla il progetto fusione

In una simulazione grafica il volto della futura scuola materna unica di Nuvolera:  la proposta dell’amministrazione muove i primi passi
In una simulazione grafica il volto della futura scuola materna unica di Nuvolera: la proposta dell’amministrazione muove i primi passi

Claudio Cazzago Una popolazione che aumenta ma invecchia, una natalità sempre più bassa con un saldo tra decessi e nascite sbilanciato in favore dei primi: da questo quadro, riferito a Nuvolera (4.700 abitanti), scaturisce la volontà dell’amministrazione di fondere i due asili esistenti in un’unica materna. I dati sono chiari: l’età media degli abitanti del paese è passata in 15 anni dai 38,6 anni del 2002 ai 41,2 del 2017, e i nati in un anno, nonostante il costante aumento dei residenti dovuto all’immigrazione, sono scesi dai 71 del 2002 agli attuali 40. È IL SINDACO Andrea Agnelli a spiegare l’idea dell’esecutivo, resa pubblica durante l’ultimo consiglio comunale e presentata nel corso di alcune assemblee aperte. «Gli asili oggi sono due: quello comunale, gestito da una cooperativa, e quello parrocchiale Giovanni XXIII, gestito in regime di fondazione. Considerato che i bambini sono sempre di meno e che la struttura per l’infanzia comunale è più recente della parrocchiale, e perciò a norma con le disposizioni vigenti in tema di sicurezza, pensiamo che la cosa migliore da fare sia ampliare la materna comunale, scelta che tra l’altro permetterebbe di conseguire notevoli risparmi nella gestione». Il Comune intende sfruttare un’opportunità di finanziamento statale per l’edilizia scolastica, utilizzando spazi economici che consentirebbero di investire un avanzo di amministrazione di 400 mila euro e ottenere contributi da Stato e Regione per diverse centinaia di migliaia di euro: il costo complessivo delle opere è stimato in 1,5 milioni di euro. L’ENTE LOCALE ha già in mente come procedere all’ampliamento della materna comunale. «Secondo la prima ipotesi di progetto l’ampliamento avverrebbe a ridosso della parte ovest dell’attuale edificio - specifica l’assessore Stefano Dioni - e sarebbe scaglionato in due lotti: il primo consisterebbe nell’allargamento della cucina che dovrà preparare più pasti, il secondo volto a creare un atrio e due nuove aule nell’ala più a ovest. I lavori dovrebbero comportare un aumento di 700 metri quadri di superficie per un costo complessivo intorno al milione e mezzo». Una volta soppresso l’asilo alla Giovanni XXIII, nelle intenzioni della giunta la sede storica della materna, che ha visto generazioni di bambini trascorrere il tempo gioioso e spensierato dell’infanzia, dovrà essere comunque destinata a una funzione pubblica. «L’amministrazione favorirà iniziative che garantiscano la continuazione delle funzioni educativa e culturale dell’istituto, sul cui utilizzo futuro ragioneremo insieme, coinvolgendo tutti». Una delle ipotesi è quella di insediarvi la biblioteca, che ora si trova nel municipio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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