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18.02.2019

Stagno avvelenato:
è il giorno
cruciale

La pozza Meder di Serle dopo l’ultima ripulitura delle sponde
La pozza Meder di Serle dopo l’ultima ripulitura delle sponde

Quella odierna potrebbe essere la giornata chiave per il ripristino definitivo, e possibilmente in tempo utile, della pozza «Meder» di Serle, il piccolo specchio d’acqua che la scorsa primavera era stata oggetto di un gravissimo episodio di inquinamento doloso. Oggi infatti il tecnico del laboratorio di Cellatica incaricato dal Comune di analizzare lo stato di salute dello stagno avvelenato dagli idrocarburi, e soprattutto di progettarne il risanamento, incontrerà i funzionari della sede provinciale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, e scoprirà se l’Arpa ritiene soddisfacenti i risultati della sua indagine e gli accorgimenti decisi.

BISOGNA incrociare le dita, perchè se l’Agenzia non ritenesse valido il lavoro fatto e decidesse di effettuare in proprio altre verifiche, la Meder difficilmente potrebbe essere pronta per accogliere la stagione riproduttiva di migliaia di anfibi: rospi comuni, rane dalmatine e tritoni. Il motivo è semplice: la pozza deve essere riscavata e rimodellata, sul fondo deve essere steso un telo impermeabile da ricoprire poi con lo stesso terriccio rimosso dall’invaso (meglio se dopo un disseccamento che richiederebbe giorni) e infine nuovamente riempita d’acqua. Per tutto ciò servirebbero alcuni giorni, e uno spostamento ulteriore nel tempo di queste operazioni richiesto magari da nuove analisi dell’Arpa potrebbe essere eccessivo: le temperature di questo pianeta sempre più caldo si sono innalzate troppo e con grande anticipo, e gli anfibi potrebbero uscire dalla latenza e cercare il loro sito riproduttivo trovandolo in secca. Vedremo. Intanto, su indicazione del laboratorio incaricato (che ha lasciato passare un po’ troppo tempo prima di attuare le azioni richieste dal Comune), nei giorni scorsi un’impresa mobilitata dal municipio, la stessa che aveva lavorato lo scorso anno dopo l’inquinamento, ha rimosso i primi 5 centimetri di terreno contenente ancora tracce delle decine di chili di olio lubrificante esausto scaricato nella pozza. Il terriccio è stato depositato in un container in attesa dello smaltimento, e a questo punto la Meder aspetterebbe solo l’ultimo «lifting» per riempirsi ancora di vita.

Paolo Baldi
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