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16.10.2018

Climbing, il «ragno» di Vestone entra nell’elenco dei maestri

Eric Albertini durante un allenamento in pareteUn’altra spettacolare immagine del vestonese in arrampicata
Eric Albertini durante un allenamento in pareteUn’altra spettacolare immagine del vestonese in arrampicata

Non è necessario avere a diposizione lo spettacolare granito verticale californiano di «El Capitan» per diventare maestri dell’arrampicata sportiva. Anche il territorio della Valsabbia offre «palestre» di roccia con differenti livelli di difficoltà, e anche in Valsabbia nascono e crescono campioni di questa specialità. Tanto bravi da entrare nella rosa dei migliori scalatori d’Italia. È il caso di Eric Albertini, 32 anni da Vestone, che per curiosità, quando era ancora un ragazzino, ha iniziato a frequentare le prime pareti attrezzate approntate in valle, e che a furia di salire e scendere è diventato uno dei migliori climber del Paese. «Ho iniziato per gioco proprio a Vestone - racconta - quando sono state realizzate le prime palestre di roccia: quella della Corna 23 è perfetta per imparare, poi poco alla volta ho affrontato quelle più impegnative di Barghe, Bione e Idro, sempre più difficili, fino ad arrivare a imprese importanti». ERIC pecca di modestia: negli ultimi tempi, sulla falesia di Massone di Arco (Trento), una delle più famose fra i climbers perché vanta oltre 150 vie di ogni difficoltà e di ogni inclinazione, dalla placca facile allo strapiombo estremo, lui ha portato a termine la prima ripetizione di «Ultimatum 9°+»: tradotto per i profani significa che è salito per secondo dopo che la via, con un grado di difficoltà vicino al massimo, era stata aperta, o meglio liberata da Stefano Ghidoni. Sempre quest’anno, tra le imprese di Albertini ci sono altre due importanti ripetizioni, delle vie Armageddon e Pure Dreaming, sempre di difficoltà estrema. Ma lui, quando racconta di queste imprese ne parla come se fosse una cosa da tutti e mentre qualcuno, ai suoi livelli, di questo sport ci campa, lui continua a fare l’elettricista all’Ivars: un altro punto a suo svantaggio, perché con un lavoro a tempo pieno non può certo allenarsi come gli altri. Struttura esile e grande modestia, Albertini ricorda un altro campione valsabbino: Alessandro Rambaldini, il 39enne di Lavenone che nonostante sia stato due volte campione del mondo di corsa sulle lunghe distanze continua a lavorare come operaio all’Unidelta, e che proprio non ce la fa a darsi arie da vincitore. Pare che queste caratteristiche contraddistinguano gli atleti del territorio, e così anche Eric continua a fare scintille senza clamore: fino a oggi solo le riviste specializzate si sono interessate di lui. Il futuro? Dopo essersi preso un periodo di relax, il vestonese vuole cimentarsi in un’altra salita: sempre sulla falesia di Massone e sempre una ripetizione di una via molto difficile, ma al momento per scaramanzia preferisce non rivelarci i dettagli. •

Mila Rovatti
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