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21.02.2018

Ex municipio, l’ora delle scelte

Il vecchio municipio
Il vecchio municipio

È letteralmente un caso ancora aperto quello della ristrutturazione del vecchio edificio del municipio di Vobarno: i lavori di sistemazione sono in dirittura d’arrivo, le polemiche sul trasloco dalla vecchia sede non si sono mai sopite, e in questo momento non c’è ancora certezza sull’utilizzo dell’antico edificio svuotato da oltre due anni, visto che la sede comunale si è spostata di qualche centinaio di metri nell’ex sede di Secoval. L’ipotesi più accreditata in merito all’utilizzo, anche se non c’è ancora nulla di ufficiale, è quella che prevede di portare in questo contenitore il «Coc», il Centro operativo comunale, la struttura operativa in cui, sia nel tempo ordinario sia a fronte di reali emergenze, si organizzeranno le attività di protezione civile. UNA STRUTTURA locale emanazione di quel Centro operativo d’emergenza nato a seguito di eventi catastrofici e poi dedicato anche alle attività di costruzione dei sistemi locali di protezione civile, che come sancito dalla legge ha come punto di riferimento il sindaco o un suo delegato. Tornando all’operazione di recupero, ormai agli sgoccioli, ha richiesto oltre 6 mesi di lavoro e si concluderà in primavera dopo un investimento di 620 mila euro, 540 mila dei quali derivati dall’assegnazione di un contributo regionale a fondo perduto (i soldi vengono dal dipartimento di Protezione civile della Regione), mentre il resto è uscito dalle casse del Comune. L’edificio che ha cessato di essere la casa comunale, nonostante le polemiche tra chi aveva scelto di spostarsi nell’ex Secoval (la compagine di maggioranza) e chi non era d’accordo (la minoranza consiliare e parte dei cittadini, 630 dei quali avevano aderito a una raccolta di firme per dire no al trasloco degli uffici civici dal centro), aveva bisogno di una riqualificazione totale a partire dall’adeguamento alle norme antisismiche (ed è questa necessità in particolare a giustificare il finanziamento regionale), ma senza dimenticare l’abbattimento delle barriere architettoniche, dato che qui non esisteva neppure un ascensore per gli utenti diversamente abili. Ora i lavori sono quasi terminati, e tutto è teoricamente pronto per ospitare il Centro operativo comunale. •

M.PAS.
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