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09.10.2018

Il lavoro è terapeutico e «Ai Rucc» ci credono

I nuovi spazi per la stagionatura dei formaggi della coop Ai Rucc
I nuovi spazi per la stagionatura dei formaggi della coop Ai Rucc

Il lavoro è terapeutico, e alla cooperativa sociale «Ai Rucc» di Vobarno, che si occupa storicamente del recupero dei tossicodipendenti, lo sanno bene. Per questo hanno continuato a investire, e oggi fanno grandi cose in campo agricolo e producendo formaggio nostrano. Qui trovano posto una dozzina di persone in difficoltà a causa dell’abuso di alcool o di droghe: seguono un percorso di 2 anni cercando di recuperare la dignità e la vita, e lavorano contando su un progetto produttivo in cui hanno creduto la Fondazione Comunità bresciana e la Cassa rurale Giudicarie Valsabbia Paganella, incrementato con la realizzazione di una sala di stagionatura dei formaggi. «PRIMA avevamo una vecchia cantina - spiega il presidente della coop Pierenzo Faberi, in carica da maggio 2017 -, oggi disponiamo di una doppia sala di stagionatura con pannelli isolanti e a norma, realizzata in quella che prima era la legnaia. Ma il nostro obiettivo principale rimane il recupero di queste persone a una vita normale». A oggi dai Rucc sono passati in oltre 250; alcuni hanno concluso il periodo in comunità ma poi non hanno saputo reinventarsi in società, e a ogni uscita è sempre seguita l’entrata di un nuovo ospite. «L’attività agricola, insieme alla spiritualità cristiana, è per noi la medicina per far riemergere questi giovani che si sono persi». Un’attività potenziata proprio dallo spazio di stagionatura, che ha avuto un costo di circa 30 mila euro. «Con una ventina di mucche da latte, in estate in malga (dalla Val Daone alla Val di Fumo passando per Malga Nudole) e nel resto dell’anno nella stalla della cooperativa, si producono formaggio nostrano in pezzature da 8 o 9 chili - prosegue Faberi - che vengono stagionate per 6 o 12 mesi, ma anche formaggi freschi come la robiola». LE DUE STANZE attrezzate per l’invecchiamento e per la salatura (all’interno si crea il freddo senza contaminazioni, con in media 15 gradi e l’85% di umidità) sono pronte da giugno, ma dato che in quel momento il bestiame era all’alpeggio sono in pratica operative solo da settembre. Ora entrano in attività poco dopo le 5, immediatamente dopo la mungitura degli animali. •

M.PAS.
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