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14.03.2018

Scuole accorpate: «Così si svuota il centro»

La scuola media di Vobarno: l’elementare dovrebbe traslocare qui
La scuola media di Vobarno: l’elementare dovrebbe traslocare qui

È una polemica che viaggia su due binari quella che, a Vobarno, ha investito il progetto di accorpamento delle scuole. La Giunta vuole unire la media e l’elementare abbandonando quest’ultima, mentre la minoranza dice no alla singola operazione, e poi allarga il discorso ricordando che a colpi di traslochi e razionalizzazioni il centro storico si sta riempiendo di edifici storici pubblici vuoti e senza una destinazione. «INSIEME per Vobarno» parla della creazione di un deserto nel cuore del paese, poi spiega che «l’idea d’un intervento strutturale sulle scuole in sé è buona - commenta Ernesto Cadenelli -, ma come per ogni cosa servono pianificazione, condivisione e progettualità. Questo piano lascerà invece vuota la scuola elementare, ospitata da un edificio storico, senza l’indicazione di un destino. Si tratta di una operazione che secondo noi, valutati disegni e relazioni, è tanto costoso da indebitare il Comune per anni, e tanto inadeguato da creare problemi di capienza, di gestione dell’attività didattica, di qualità dell’insegnamento». Quali potrebbero essere le carenze legate all’accorpamento? «Niente più aula magna, riduzione delle aule di sostegno, un’unica palestra per media ed elementare, ingresso e spazio ricreazione coperto comuni, aula di musica ridimensionata nonostante la media offra una sezione a indirizzo musicale». Infine la desertificazione. L’abbandono della scuola si sommerebbe a quello del palazzo comunale, di cui ancora non si conosce la futura destinazione. «Per noi deve tornare a essere municipio. Destino sconosciuto - continuano dall’opposizione - anche per l’ex Casa del Popolo, e mentre mancano decisioni restano sottoutilizzati i locali dell’ex Itis, così come la ex casa Forini costata al Comune oltre 100 mila euro. Il nostro suggerimento è quello di predisporre un piano organico da realizzare anche per gradi, per ridisegnare l’intera area del polo scolastico, perché senza una visione strategica il cuore del paese non potrà che morire». «Vogliamo svuotare il centro? Succederà - concludono dalla minoranza - se la Giunta non ascolterà tutti i cittadini. Si a una scuola nuova, efficiente non solo nell’involucro ma anche negli spazi, nella gestione. Ma la soluzione prevista dal progetto di accorpamento è solo peggiorativa, e da piazza Ferrari a largo Donatori di sangue e via Poli passando per la piazzetta il paese apparirà vuoto». •

Massimo Pasinetti
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