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20.04.2017

Una discarica a cielo aperto sul Cargiù

Anche un materasso tra i rifiuti abbandonati sul monte CargiùImmondizia tra boschi e radure
Anche un materasso tra i rifiuti abbandonati sul monte CargiùImmondizia tra boschi e radure

Una vera e propria discarica a cielo aperto. Con rifiuti abbandonati, plastica, vetro e immondizia a sfregiare e deturpare il paesaggio.

A localizzarla, lungo la strada per il monte Cargiù, gli uomini della Protezione Civile e dall’Antincendio Boschivo di Vobarno, che come già è capitato in passato, anche stavolta si sono rimboccati le maniche per ripulire boschi e radure da oltre 5 quintali di sporcizia di ogni tipo.

Tanto che in discarica (quella regolare) sono stati trasportati copertoni, materassi, batterie d’auto, arredi da bagno, compreso un lavello con ancora i rubinetti al loro posto, e tanto altro. Rifiuti che, nei limiti del possibile, sono stati poi differenziati. Il tutto dopo un intenso sabato mattina di faticoso lavoro lungo il percorso che da Vobarno porta al Cargiù, la montagna più amata dai vobarnesi, che da oltre 40 anni ospita la «Caminada», gara settembrina a cura del gruppo Via Prandini e dell’Avis di Vobarno.

Proteggere l’ambiente significa insegnare ai più piccoli a rispettarlo. Salvo poi trovare adulti che di quella lezione si sono dimenticati. Anche perché portare i rifiuti in discarica, anziché abbandonarli nei boschi, non costa nulla.

Un’operazione, quella compiuta dalla Protezione Civile di Vobarno, che non è la sola a beneficio del territorio. È stata preceduta nel tempo da altri interventi di pulizia e altri ne seguiranno in futuro, visto che in altre parte del territorio si registrano operazioni di vandalismo vergognoso e privo di logica.

Massimo Pasinetti
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