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16.03.2019

Bimbi ai fornelli, la cucina diventa didattica

Il laboratorio di cucina sarà inserito nel piano didattico della scuola
Il laboratorio di cucina sarà inserito nel piano didattico della scuola

Un esempio di collaborazione virtuosa tra scuola, genitori e amministrazione comunale. Si potrebbe sintetizzare così l’esperienza della scuola Andersen di Gardone, che con il sostegno dell’associazione Andersenfest si sta trasformando in un polo d’eccellenza grazie ai numerosi progetti inseriti nel programma educativo. Tra i più curiosi, la cucina didattica, che sarà presto a disposizione di studenti e insegnanti per preparare i prodotti dell’orto della scuola ma anche per infornare pizze e focacce. Un’attività considerata a tutti gli effetti una materia, al pari dell’inglese, dell’italiano e della matematica, e che sarà praticata durante l’orario scolastico. L’INIZIATIVA dei genitori, accolta con entusiasmo dal consiglio di istituto, si accoda alle nuove linee guida per l’educazione alimentare del Miur. «Per concretizzare il progetto e realizzare una grande cucina con fornelli a induzione e un laboratorio per la produzione di pane e pizza, il Comune di Gardone ci ha messo a disposizione i locali adiacenti alla scuola precedentemente occupati dagli alcolisti anonimi, ora trasferitisi in via Zanardelli - spiega il presidente dell’associazione Andersenfest Massimiliano Mino - I lavori sono iniziati da qualche giorno e termineranno nel giro di un mese. L’inaugurazione è prevista per inizio maggio. Poi gli studenti avranno un mese per approcciarsi alla nuova materia che dal prossimo anno sarà inserita nel programma didattico». Lavorare con il cibo permetterà agli studenti esperienze emozionali e sensoriali significative. «Proviamoci gusto», questo il titolo scelto per il programma, si concentra su cinque aree tematiche: il rapporto sensoriale con gli alimenti, la nutrizione e l’ambito scientifico, la merceologia, l’igiene alimentare e l’approccio culturale al cibo. In questo senso la cucina diventa didattica: i bambini dovranno sviluppare diverse capacità, come quelle di ricordare e riprodurre le sequenze richieste dalle ricette, operare in autonomia o in gruppo e muoversi in un ambiente che richiede cautela e precisione. I costi? Per la cucina servono 30mila euro, in parte messi a disposizione da Andersenfest grazie al ricavato di varie feste e iniziative, mentre 9.400 euro sono arrivati tramite un contributo della Fondazione della Comunità Bresciana. «La scuola Andersen nasce negli anni Settanta come scuola laboratoriale e sperimentale e oggi il percorso di crescita prosegue con lo stesso spirito - dichiara Emilia Giacomelli, assessore alla pubblica istruzione - Negli anni è stato aperto il laboratorio di scienza e allestito l’orto, dove gli studenti posso stare a contatto con la natura e i frutti della terra. La cucina va a chiudere il cerchio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Benasseni
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