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28.12.2017

A San Vigilio una casa per chi soffre

La  Casa dell’Accoglienza gestita dal Comitato della Solidarietà
La Casa dell’Accoglienza gestita dal Comitato della Solidarietà

Marco Benasseni Grazie al sostengo costante di benefattori e volontari, il «Comitato di Solidarietà» di San Vigilio di Concesio ha potuto rafforzare il proprio impegno a favore di chi soffre. Estendendo l’apertura giornaliera della segreteria della sede, dove avviene il ritiro e lo smistamento di oggetti e di indumenti che, oltre a essere utili a chi ne ha bisogno, vengono affidati in consegna all’associazione Aspe di Bergamo, legata ai padri Somaschi, per un progetto di aiuto ai bambini di strada di Baia Mare, in Romania. «A questo proposito il progetto per l’acquisto del terreno per la costruzione di un fabbricato in Romania, sostenuto dalla nostra associazione in sinergia con altre realtà - spiega sorridendo Ruggero Saiani - ha suscitato l’interesse di un’importante fondazione che ha coperto totalmente il costo della costruzione di un capannoncino destinato ai bambini di strada di Baia Mara». Ma non è tutto: nei mesi scorsi il Comitato ha acquisito un magazzino a San vigilio che si trova a due passi dalla «Casa di Accoglienza» che è un porto sicuro per le persone svantaggiate o in grave difficoltà economica. Infatti, oltre all’ospitalità in caso di necessità, vengono offerti il servizio doccia e un pasto caldo per tutti gli indigenti. «Il nuovo magazzino ci ha permesso di liberare una stanza spaziosa prima adibita a ripostiglio all’interno della Casa della Pace, e in questo modo abbiamo potuto ospitare, in collaborazione con la cooperativa Scalabrini Bonomelli, quattro persone richiedenti asilo. Inoltre, avremo la possibilità di rendere più agibile la sede di via Cottinelli e migliorare il servizio degli ausili sanitari. Quest’anno abbiamo garantito più di 200 interventi con il prestito letti». Oltre ai quattro richiedenti asilo, nella casa ci sono anche altre due persone in difficoltà e due operatrici ospitate per andare incontro alle esigenze di un’associazione bresciana. L’IMPEGNO economico è stato molto oneroso, rimane ancora una buona parte del debito per la restituzione del prestito infruttifero ricevuto per l’acquisto dell’immobile, ma quelli del comitato si dicono fiduciosi, come sempre. «Così come per la Casa di Accoglienza e la scuola Paolo VI in Burundi - conclude Saiani - credo che la provvidenza ci verrà ancora incontro, anche perché prima potremo estinguere i debiti, e prima potremo fare ancora tanto altro bene». L’intenzione c’è, le idee sono chiare, e il futuro è tutto da scrivere. Per una storia che continua nel segno della solidarietà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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