martedì, 21 febbraio 2017
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10.01.2017

Cromo, si cambiano le regole
Bassa valle a rischio potabilità

Uno dei punti acqua presenti in Valtrompia
Uno dei punti acqua presenti in Valtrompia

Se i nuovi limiti dovessero entrare in vigore oggi, una parte del sistema acquedottistico di Villa Carcina e Concesio sarebbe fuori legge. Merito del ministero della Salute, che ha recentemente emanato un decreto che abbassa da 50 a 10 microgrammi per litro il limiti di concentrazione «legale» del cromo esavalente, una sostanza cancerogena da sempre presente nelle falde della Valtrompia a causa dell’industrializzazione.

In sostanza è stata rivista una normativa che sta facendo discutere da anni, ma che fino a poco tempo fa veniva presa come un assioma dietro il quale le amministrazioni si sono nascoste. «La qualità dell’acqua è migliorabile ma siamo abbondantemente nei limiti di legge»: questo il ritornello che veniva ripetuto e che presto non si potrà più usare. Appena i nuovi parametri verranno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale l’Italia si munirà di uno dei limiti più cautelativi al mondo, al pari della California.

CHE COZZERANNO con la realtà. Stando alle analisi chimiche fatte dall’Ats e pubblicate sui siti degli enti, tra novembre e dicembre a Concesio è stata rilevata una concentrazione di 11 microgrammi/litro a San Vigilio (via Mazzini) e di 12 a Cà del Bosio (parco giochi); mentre a settembre a Villa Carcina (viale Italia) la concentrazione rilevata di cromo era di 12 ug. Anni fa le cose andavano decisamente peggio. Da Sarezzo in su i dati sono meno preoccupanti, Concesio si sta invece attrezzando con un abbattitore di cromo sull’esempio di quanto fatto a Brescia, mentre a Villa Carcina tutto tace, tranne i cittadini.

«Ne parlo dagli anni Ottanta, ma a sentire (tutti) i sindaci lo status quo non si poteva cambiare - racconta Valter Saresini -. Per 40 anni ci hanno avvelenato in nome della legge e del profitto. La possibilità di trasformare il cromo esavalente l’abbiamo proposta ancora nel 1985, ci avevano risposto che non era possibile». Un atteggiamento che ha accompagnato l’ex consigliere fino a due anni fa, quando poi ha deciso di non ricandidarsi e lasciare la politica locale. Per anni Saresini ha sottolineato la schizofrenia della legge che prevedeva 50 microgrammi di cromo totale per l’acqua di rubinetto ma un limite massimo di 5 per l’acqua di falda. Ma nessuno gli ha dato retta.

«Parliamo di generazioni intere avvelenate da grandi aziende che sono i primi responsabili; secondi i politici conniventi - aggiunge Saresini -. Ci vorrebbe una Norimberga ambientale in Italia, senza impiccagioni finali».

Marco Benasseni
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