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martedì, 12 dicembre 2017

Finalmente spose ma senza clamore

Grande festa per Giulia del Bono ed Emma Carli che hanno deciso di unirsi davanti al sindaco di Concesio (BATCH)

Guardando ad altri Paesi decisamente più laici del nostro hanno aspettato una vita intera un riconoscimento politico e giuridico della loro realtà; poi la svolta è arrivata con la legge sulle unioni civili e domani realizzeranno il loro desiderio: potranno ufficializzare una storia d’amore che dura da un quarto di secolo. Potranno mettere nero su bianco la volontà di volersi prendere cura l’una dell’altra per il resto della loro esistenza. Sarà una grande festa per Giulia del Bono ed Emma Carli, pensionate settantenni che hanno deciso di unirsi civilmente davanti al sindaco di Concesio, Stefano Retali.

«Ci conosciamo da 27 anni e viviamo insieme da 15, prima a Brescia poi a Concesio - racconta Giulia -. Ci abbiamo pensato tante volte ma non si poteva. Poi è arrivata la legge. Avremmo voluto farlo già lo scorso anno appena approvato il decreto, poi abbiamo avuto dei contrattempi e abbiamo posticipato». Lo sentite come un matrimonio di serie B? «Assolutamente no! - rispondono -. È una unione tra due persone che si vogliono bene. In realtà ci consideriamo sposate da 25 anni, quella di sabato vuole essere solo una grande festa con parenti e amici».

La scelta della data è del tutto casuale, anzi; le due donne non si sentono particolarmente vicine a manifestazioni come il Brescia Pride che andrà in scena nella stessa giornata. Condividono quella scuola di pensiero che vorrebbe la comunità Lgbt più impegnata a mettere al centro del dibattito la persona piuttosto che l’orientamento sessuale.

«Mi sono innamorata di una persona, che casualmente era una donna - continua Giulia -. Abbiamo sempre vissuto la nostra relazione senza problemi, nemmeno in famiglia. Non abbiamo mai dovuto sottolineare nulla ma lo sapevano tutti. In maniera estremamente naturale. Come dovrebbe essere». Insomma: ad alcuni componenti della comunità gay esasperare una caratteristica naturale e farla diventare un orgoglio pare eccessivo.

DOMANI ad attenderle nella sala consiliare del municipio ci saranno 50 invitati, poi la festa si sposterà a Nave nel ristorante Casa del Bosco. Giulia ed Emma, rispettivamente ex capo sala ed ex docente universitaria, sono state bene accolte dall’amministrazione comunale di Concesio e dal sindaco Retali che celebrerà il rito. Concesio, non è un segreto, è un comune particolare legato alla chiesa; ma Retali si è dimostrato quello che si è sempre visto: il sindaco di tutti. Per questa cittadina, che ha scelto di non fare differenze nemmeno per quanto riguarda spazi e giornate messe a disposizione di matrimoni e unioni civili, sarà il primo matrimonio gay, accolto con estrema naturalezza.

Le due donne sono infatti l’emblema di una battaglia che molti omosessuali faticano a vincere: quella della normalità di una storia d’amore vissuta per una vita intera. Senza far troppo rumore, senza etichette, pregiudizi e problemi. «I preparativi sono stati molto tranquilli - conclude Giulia -. Abbiamo avuto vicini amici carissimi. Usciamo da un periodo molto duro, e siamo felici dell’affetto che abbiamo attorno. Ora siamo tranquille, sabato magari sarà diverso». Per le festeggiate classici vestiti da sposa o semplicemente abiti eleganti? Come da tradizione non si può anticipare nulla, ma il dresscode pare essere parecchio ricercato.

Quella di domani sarà la prima unione civile gay per Concesio, ma non per la Valtrompia. Il primo Comune è stato Bovezzo (il secondo a livello provinciale) la scorsa estate, mentre Villa Carcina sarà la prossima a ospitare una bella festa. Due donne hanno infatti scelto di unirsi civilmente a Brescia per poi festeggiare con parenti e amici nel chiosco del parco comunale di via Murri. Pare poi che l’incantevole villa Glisenti pare sia già stata adocchiata da alcune coppie che presto potrebbero chiedere al sindaco Gianmaria Giraudini di unirsi civilmente e di affittare il parco per la festa. Da una parte ci sono quindi amministratori e comuni che ancora faticano a digerire alcuni temi, a prescindere dal Brescia Pride; dall’altra ci sono cittadini che scelgono volentieri a Valtrompia per unirsi civilmente e coronare un sogno.