martedì, 13 novembre 2018
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11.04.2018

Fine vita, le prime Dat testimoniano la svolta

Sono serviti anni di discussioni e soste interminabili per avere una legge sulla questione del cosiddetto «fine vita». Ora il quadro normativo c’è, e anche i Comuni della Valtrompia si sono attrezzati per raccogliere e custodire le «Dat», le dichiarazioni anticipate di trattamento: i documenti da compilare per specificare il trattamento sanitario a cui si vuole essere sottoposti nel caso di una futura impossibilità a comunicare direttamente le proprie volontà. Ogni persona maggiorenne in previsione di una futura malattia che la renda incapace di autodeterminarsi può, attraverso le Dat esprimere le proprie preferenze sui trattamenti sanitari, accettare o rifiutare terapie, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Ma come sta andando la raccolta? Agli sportelli di Villa Carcina e Sarezzo per ora sono state richieste solo alcune informazioni, mentre Concesio ha già acquisto alcune Dat. «È necessario ricordare ai cittadini che noi non abbiamo nessun modulo - precisano dal Comune di Sarezzo - perché la legge prevede che l’ufficiale dello stato civile non partecipi in alcun modo alla stesura delle Dat: si deve limitare a riceverle rilasciando ricevuta all’interessato». I Comuni provvedono poi alla conservazione del documento in un luogo sicuro. Durante i corsi, ai quali i dipendenti comunali sono chiamati a partecipare, viene infatti spiegato che sono i medici di base, nonostante molti di loro non siano informati e formati, a dover aiutare e guidare il paziente nella stesura di questo delicato documento. Al netto dei chiarimenti che possono rilasciare i medici, alcuni uffici, a puro scopo informativo, indicano dei siti internet in cui poter trovare prime indicazioni e linee guida per capire le finalità di questa dichiarazione. Sembra di capire che i più autorevoli siano www.dichiarazionianticipate.it e www.associazionelucacoscioni.it. Con il via libera alla legge sul testamento biologico, approvata in via definita lo scorso dicembre, molte associazioni si sono messe a disposizione per spiegare come poter esprimere le proprie volontà. CHI PUÒ compilare e presentare una Dat? «Ogni persona maggiorenne capace d’intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari - si legge in una circolare inviata dal ministero dell’Interno -. Serve indicare una persona di fiducia, denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con i medici e le strutture sanitarie». La Dat può essere redatta in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio, oppure compilata e consegnata personalmente dall’interessato allo stato civile del Comune. •

M.BEN.
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