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martedì, 19 giugno 2018

I cimeli storici raccontano
una storia di valore e valori

Gli alpini di Concesio (BATCH)

Per un grande evento come l’80esimo di fondazione serviva una grande mostra. E per aver il meglio in Valtrompia bisogna chiamare il giovanissimo esperto Matteo Ghedi, 22enne di Nave che coltiva la passione per gli eventi bellici del passato fin da bambino, grazie ai racconti di zii e nonni.

L’ESPOSIZIONE, allestita sul soppalco della biblioteca, si apre con una spiegazione delle formazioni nate nel 1871 per la difesa dell’arco alpini e dei piccoli valichi. Poi c’è un tributo a tutte le bandiere e un ricordo degli alpini «passati avanti». Tra i pezzi forti non potevano mancare il manichino con la divisa di un combattente delle Fiamme verdi di Caino, alcune pagine della Domenica del Corriere che raccontano i primi scontri e le lettere dal fronte.

Proseguendo nel percorso espositivo arriva il pezzo forte, il simbolo della Prima guerra mondiale: non potendo far entrare un mulo in biblioteca, è stato però ricordato con sella e attrezzatura con cui gli alpini caricavano il fedele compagno di viaggio.

Tra i cimeli ci sono bozzoli da cannone, le ogive usate dai fanti austroungarici e gli elementi usati dai soldati italiani e tedeschi. Un pezzo di storia che si chiude con una serie di documenti riguardanti l’Ottava armata e la tragica Campagna di Russia del Csir-Armir della seconda guerra mondiale. M.BEN.