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venerdì, 21 settembre 2018

Operazione acqua senza cromo Ora Concesio chiude il cerchio

L’impianto di abbattimento del cromo esavalente di Concesio

Sullo sfondo, anzi, sottoterra, l’eredità di decenni di sviluppo industriale senza regole è ben presente; ma almeno sono state piazzate le pezze necessarie per chi dell’acqua della Valtrompia non può fare a meno. Parliamo del completamento del collegamento di tutti i pozzi di Concesio all’abbattitore del cromo esavalente realizzato da A2A a fianco della provinciale 19. La fine dell’operazione è stata annunciata dalla società insieme al sindaco Stefano Retali, che si dice soddisfatto per avere sanato una criticità storica. Oggi anche l’artesiano di via Mazzini è in rete, ma i cittadini di Concesio bevevano già acqua priva di cromo 6: da quando era stato ultimato e attivato l’impianto, nel novembre 2017. «Si tratta di una problema che ha tenuto banco per dieci anni - ricorda Retali -. Poi c’è stato l’allarme sociale emerso tra il 2012 e il 2013 che non poteva essere ignorato. Su questo tema abbiamo fatto battaglie anche personali, e abbiamo risolto grazie all’intervento di A2A. La nostra acqua, è giusto ricordarlo, è sempre stata potabile, e ora è anche di buona qualità». Quello di Concesio era uno di quei casi da risolvere visto che in alcune zone, come a San Vigilio, il cromo esavalente aveva toccato livelli fino a 30 microgrammi per litro, mentre in altre la presenza oscillava comunque tra i 10 e i 20. DOPO aver realizzato il primo impianto a Brescia, A2a è passata a Concesio, dove il cromo nell’acqua del rubinetto è ormai sotto la soglia minima rilevabile. «Ancora oggi la norma dice che il limite è di 50 microgrammi per litro ma alla fine dell’anno il limite scenderà a 10 microgrammi - precisa Tulio Montagnoli, amministratore delegato di A2A ciclo idrico -. Come per l’abbattitore della città, la scelta è stata quella di portare le percentuali sotto i limiti rilevabili. Il pozzo di via Mazzini è stato in realtà collegato da qualche settimana, ma solo in questi giorni è stato necessario immettere altra acqua nella rete - continua -. Precedentemente pompavamo acqua già depurata da Brescia. A volte è meglio unire le forze con altri comuni vicini per attingere sulla base di sistemi intercomunali, senza dover passare dal trattamento». I lavori per collegare il pozzo di via Mazzini sono stati particolare complessi, sia per i cantieri in corso nella stessa zona, sia per la presenza del fiume Mella che taglia in due il paese. L’opera è costata un milione e 300 mila euro, 800 mila per gli impianti e il resto per le reti. •