Questa pagina viene erogata tramite sistemi di Google. Utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
lunedì, 18 febbraio 2019
Operazione acqua senza cromo Ora Concesio chiude il cerchio | Concesio

Operazione acqua senza cromo Ora Concesio chiude il cerchio

L’impianto di abbattimento del cromo esavalente di Concesio

Sullo sfondo, anzi, sottoterra, l’eredità di decenni di sviluppo industriale senza regole è ben presente; ma almeno sono state piazzate le pezze necessarie per chi dell’acqua della Valtrompia non può fare a meno. Parliamo del completamento del collegamento di tutti i pozzi di Concesio all’abbattitore del cromo esavalente realizzato da A2A a fianco della provinciale 19. La fine dell’operazione è stata annunciata dalla società insieme al sindaco Stefano Retali, che si dice soddisfatto per avere sanato una criticità storica. Oggi anche l’artesiano di via Mazzini è in rete, ma i cittadini di Concesio bevevano già acqua priva di cromo 6: da quando era stato ultimato e attivato l’impianto, nel novembre 2017. «Si tratta di una problema che ha tenuto banco per dieci anni - ricorda Retali -. Poi c’è stato l’allarme sociale emerso tra il 2012 e il 2013 che non poteva essere ignorato. Su questo tema abbiamo fatto battaglie anche personali, e abbiamo risolto grazie all’intervento di A2A. La nostra acqua, è giusto ricordarlo, è sempre stata potabile, e ora è anche di buona qualità». Quello di Concesio era uno di quei casi da risolvere visto che in alcune zone, come a San Vigilio, il cromo esavalente aveva toccato livelli fino a 30 microgrammi per litro, mentre in altre la presenza oscillava comunque tra i 10 e i 20. DOPO aver realizzato il primo impianto a Brescia, A2a è passata a Concesio, dove il cromo nell’acqua del rubinetto è ormai sotto la soglia minima rilevabile. «Ancora oggi la norma dice che il limite è di 50 microgrammi per litro ma alla fine dell’anno il limite scenderà a 10 microgrammi - precisa Tulio Montagnoli, amministratore delegato di A2A ciclo idrico -. Come per l’abbattitore della città, la scelta è stata quella di portare le percentuali sotto i limiti rilevabili. Il pozzo di via Mazzini è stato in realtà collegato da qualche settimana, ma solo in questi giorni è stato necessario immettere altra acqua nella rete - continua -. Precedentemente pompavamo acqua già depurata da Brescia. A volte è meglio unire le forze con altri comuni vicini per attingere sulla base di sistemi intercomunali, senza dover passare dal trattamento». I lavori per collegare il pozzo di via Mazzini sono stati particolare complessi, sia per i cantieri in corso nella stessa zona, sia per la presenza del fiume Mella che taglia in due il paese. L’opera è costata un milione e 300 mila euro, 800 mila per gli impianti e il resto per le reti. •