lunedì, 17 dicembre 2018
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

13.12.2017

Operazione Mella pulito, finalmente si parte

A destra l’area su cui sorgerà il mega «digestore» della Valtrompia
A destra l’area su cui sorgerà il mega «digestore» della Valtrompia

Dopo decenni e decenni di scarichi selvaggi la Valtrompia è ad altissimo rischio sanzioni, ma la grande novità, finalmente, è l’apertura del bando lanciato dall’Azienda servizi Valtrompia (Asvt) per la realizzazione del depuratore territoriale che sarà costruito entro dicembre 2019 a Concesio, in località Dosso Boscone. Insomma: sembra che sia la volta buona. Sul tavolo ci sono 26,6 milioni di euro e il bando prevede lavori per 35 mesi. A spianare la strada al progetto definitivo è stato l’abbattimento dei costi: non più un impianto sotterraneo da 75 milioni come era stato previsto inizialmente, bensì uno da 36. La gara lanciata del gestore del ciclo idrico integrato si riferisce solo a un primo stralcio da 27, che però sarà sufficiente a depurare le acque nere di tutti gli 85 mila abitanti allacciati. La struttura intercetterà le fogne di Bovegno, Pezzaze, Tavernole, Marcheno, Gardone, Polaveno, Sarezzo, Lumezzane, Villa Carcina e della parte Nord di Concesio, mentre quella a Sud sarà collettata a Verziano. Il dimezzamento dei costi è stato motivato anche dall’analisi dei reflui che finiscono nel Mella: «Hanno una carica batterica e una concentrazione di sostanze chimiche inferiori rispetto all’atteso e ai dati storici - avevano spiegato i progettisti presentando il piano definitivo -; così è stata rivista la parte tecnologica: non sarà più necessario realizzare le gallerie nella montagna perché lo spazio necessario è stato dimezzato». Il digestore sarà realizzato in una zona lontana dal centro abitato, un sito favorevole anche sotto il profilo logistico e urbanistico all’interno in una zona industriale con una viabilità non invasiva per i residenti. Sarà costruito parzialmente sotto terra e sono stati previste mitigazioni per limitarne l’impatto ambientale. «Quello di Concesio sarà un sito per reflui civili, attrezzato però con una impiantistica tale da difendere le strutture da eventuali scarichi industriali - precisa Piercostante Fioletti dell’Asvt -. Sono previsti sistemi di salvaguardia per evitare che le sostanze chimiche possano essere dannose per i fanghi attivi». Inoltre il progetto prevede l’installazione di alcune sonde sentinella in grado di intercettare la presenza di inquinanti tossici, che verranno stoccati in una apposita vasca di decantazione e non finiranno nel Mella. «Rispetto al passato il problema industriale si è ridimensionato - aggiunge Fioletti -; anche grazie alla volontà politica di risolvere la questione». Negli ultimi anni in effetti la situazione è andata migliorando. Il Mella con colori non appartenenti a Madre Natura è ormai un ricordo. E per fortuna. • M.BEN.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1