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03.02.2018

Tanfo, ora Campagnola dice «basta»

A Campagnole di Concesio torna in auge il problema dei miasmi
A Campagnole di Concesio torna in auge il problema dei miasmi

Marco Benasseni Riemerge periodicamente è ha toccato un nuovo picco negli ultimi giorni un vecchio problema ambientale di Concesio mai chiarito e ovviamente neppure risolto: gli odori molesti denunciati dai residenti nella località Campagnola. Già nel 2008 «Campagnola ambiente», una associazione attenta al rispetto delle norme ambientali e alla tutela della salute, aveva raccolto le firme per chiedere di risolvere il problema dei rumori provenienti da un’azienda della zona industriale, ma il caso dei miasmi era rimasto aperto. DA UN PAIO d’anni il comitato è però tornato al lavoro per risolvere la questione, distribuendo schede di rilevazione del disturbo e attivando una nuova raccolta di firme che ha mobilitato per ora poco meno di 80 sottoscrittori. Poi il gruppo ha trasmesso la documentazione raccolta al Comune evidenziando che negli ultimi anni gli odori e i fastidi si sono fatti intensi. «Campagnola ambiente ha sospeso la raccolta delle firme, giudicando le segnalazioni ricevute più che sufficienti per ritenere il problema sollevato meritevole di attenzione da parte degli enti preposti alla salute pubblica - commentano dall’associazione -. Ma segnaliamo anche che alcuni residenti hanno controllato di propria iniziativa gli odori con rilevazioni per un buon periodo su tempi e intensità. Tutto il materiale è stato trasmesso al municipio». E adesso? Appellandosi alle line guida e agli strumenti approvati dalla Regione il gruppo chiede al Comune di attivare le autorità competenti per far partire un campionamento con la tecnica «passiva di tipo diffusivo», così definita perché la «cattura» dell’inquinante avviene per diffusione molecolare della sostanza attraverso il campionatore e non richiede quindi l’impiego di un dispositivo di aspirazione dell’aria. «Questa tecnica è già stata utilizzato in passato dall’Arpa per controllare un’azienda di Sarezzo - ricordano i volontari -, e prevede l’uso di una cartuccia assorbente specifica per l’inquinante d’interesse». Naturalmente a Campagnola sanno che manca una normativa nazionale che stabilisca specifiche e valori limite in materia di odori, ma chiedono che le autorità intervengano, come è già avvenuto a Villa Carcina e a Sarezzo, per individuare l’origine del problema: «Un insediamento produttivo che provoca esalazioni può incorrere nel reato di molestie olfattive; anche quando è munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera». •

Marco Benasseni
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