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sabato, 22 settembre 2018

Dalla Valle al Sudamerica: missione solidarietà

Benedetta, Sabrina e Monica: partiranno verso la fine di giugno

Partiranno per il Sud America a fine giugno, come volontarie e per conto dell’Operazione Mato Grosso. Monica Fontana, Benedetta Sosta e Sabrina Scassa: tre giovani di Gardone, due della parrocchia di San Giorgio, una di quella di San Marco, in rappresentanza dei gruppi di Lumezzane, di Gardone e della Valsabbia. Insieme fino a Lima, in Perù, da dove poi una raggiungerà l’Ecuador e le altre il Brasile: vi resteranno sei mesi a operare sul campo con i volontari italiani e stranieri nelle varie iniziative avviate in quelle nazioni. Offrendo il loro generoso impegno personale, non volevano andarvi a mani vuote. Per questo, sostenute dai loro gruppi, si sono date da fare: hanno organizzato una serie di iniziative solidali e l’altra sera hanno dato appuntamento ad amici e sostenitori all’oratorio di Inzino, che ha messo a disposizione sale e attrezzature. GUSTANDO uno squisito spiedo, è proseguita la raccolta di fondi da portare laggiù ai più poveri. Una serata riuscitissima, premiata dal tutto esaurito e da oltre trecento presenze, con gli amici spiedisti che si sono superati, ricevendo il completo consenso del parroco don Gabriele Banderini, diventato giudice esperto nei suoi trascorsi valsabbini. Sabrina Scassa è la più giovane, 20 anni che compirà di fatto in volo, diploma a Gardone come Monica, poi iscritte la prima a scienze dell’Educazione a Bergamo e la seconda al corso di laurea in educazione professionale a Brescia. Benedetta si è laureata a febbraio in psicologia dopo il diploma di geometra. Sono felici. Spiegano che realizzano il sogno di operare direttamente all’estero maturato in anni di impegno in Valtrompia e Valsabbia nelle classiche operazioni e campagne di raccolta di carta, rottami e altri materiali da macero, lavori agricoli e pulizia di sentieri, con il ricavato a sostegno dei volontari Mato Grosso in Sudamerica (Perù, Ecuador, Bolivia e Brasile), operanti soprattutto in ambito educativo e professionale oltre che nel sostegno a famiglie e comunità. «Un esame di laurea mettendo alla prova le nostre convinzioni, idee e capacità, a servizio dei poveri, e come unico compenso la nostra crescita umana». Così definiscono lo spirito con cui si accingono a partire, con un appello rinnovato a tutti: «Noi ce la metteremo tutta ma dovremo contare sull’impegno continuo in Italia degli amici dei diversi gruppi: siamo sicure che non mancherà». • © RIPRODUZIONE RISERVATA