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24.01.2018

La Valtrompia scopre lo «splitboard»

Con la tavola divisa e le pelli di foca la risalita lungo i pendii innevati
Con la tavola divisa e le pelli di foca la risalita lungo i pendii innevati

Marco Benasseni Un po’ sci, un po’ snowboard, un po’ scialpinismo. È lo splitboard, disciplina che prevede l’utilizzo di una tavola da snow tagliata a metà in senso longitudinale, con due lamine in più all’interno. Una soluzione che permette di poter usufruire di due sci per la salita applicando, proprio come per lo scialpinismo, le pelli di foca, e di godersi le sensazioni della discesa con la tavola. L’invenzione risale a oltre dieci anni fa, ma in Valtrompia la conoscono in pochi. Tra questi il Cai di Gardone, che organizza anche un corso di primo livello con l’istruttore Domenico Gatta, dedicato allo scialpinismo ma pensato anche per chi utilizza la split. «ABBIAMO tre iscritti con la tavola split - precisa Luisa Porteri, direttrice del corso - Sta nascendo interesse verso questa disciplina, ma è molto più faticosa rispetto allo sci. Lo scorso anno abbiamo avuto un iscritto al corso base con la tavola, ma per l’avanzato ha preferito l’attrezzatura classica». Tra i partecipanti ci sono Francesca e Claudio, una coppia di Sarezzo che da tempo coltiva questa passione. «Il bello è proprio quello di risalire con le pelli e godersi la discesa con la tavola - racconta Francesca Adriano - È una disciplina faticosa: la superficie della tavola è più larga di quella degli sci, l’attrezzatura più pesante, quindi la risalita più impegnativa. Ma quando arrivi in vetta e ti trovi davanti pendii vergini da sfidare, ogni fatica viene ripagata». Per Francesca non è stato facile nemmeno trovare l’attrezzatura adatta. «Sarebbe bello che la gente imparasse a conoscere questa alternativa agli sport invernali classici - continua - Noi spesso lo pratichiamo con il gruppo Splitboard Valcamonica, tra i primi ad avere portato nella nostra zona questa disciplina». Splitboard è sinonimo di levatacce, colazioni al volo e lunghe ore di risalita su una coltre di neve non battuta. Una vera sfida. «Ci piace guardare la neve sulle montagne e avere fretta di essere lassù e poterne sentire il profumo - si legge sulla pagina Facebook del gruppo camuno - E poi si scende, ma questo non riusciamo a spiegarlo perché non esistono parole tanto belle per descrivere quelle estasianti sensazioni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Benasseni
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