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giovedì, 14 dicembre 2017

Michele in vetta al Kilimangiaro

Michele sulla vetta del Kilimangiaro, a quota 5895 metri (BATCH)

«Non dico che non sia stata dura, ma vedere l’alba a quasi seimila metri è stata un’emozione indimenticabile». Parola di Michele Piardi, 23enne di Gardone che il 23 settembre ha conquistato il Kilimangiaro. Non certo il primo, ma il più giovane valtrumplino a compiere l’impresa.

Michele vive a Gardone e lavora in Beretta. «Ho iniziato già da tempo a viaggiare e a pormi obiettivi, ad andare in montagna e a salire in quota - racconta - Una sfida con me stesso, con i miei limiti e la mia forza di volontà».

Giungere sul tetto dell’Africa non è una passeggiata: sono 5895 i metri d’altezza del gigante. Un’avventura durata sei giorni: quattro in salita e due in discesa. Non tutti, del gruppo di 13 partecipanti alla spedizione, sono riusciti a raggiungere la vetta.

«LA SALITA è stata lenta e costante - spiega Piardi - Si cammina per 6-7 ore al giorno, per una media di 8 chilometri, con l’ultimo campo a 4700 metri. L’aria in cima dava un senso di cerchio attorno alla testa che stringeva il cranio, qualche problema circolatorio a mani e piedi: c’erano meno 10 gradi». In questi mesi di preparazione Piardi si è sottoposto ad allenamenti tutti i giorni, praticando diverse discipline. Tra le ascese, anche l’Adamello in solitaria. «L’emozione è stata indescrivibile, appena prima di giungere in vetta hanno iniziato a scendermi le lacrime. Il giorno dopo tremavo ancora. E ancora prima di partire passavo da emozioni quali ansia e paura di non farcela alla felicità. Giunto a 4700 metri mi sono concentrato al massimo, temevo di non farcela per l’eccesso di tensione. Tra i progetti per il prossimo anno vorrei scalare il monte Elbrus, la vetta più alta della catena del Caucaso tra Asia e Russia, e tra qualche il monte Aconcagua nelle Ande Argentina, a 6992 metri. Il sogno? Un ottomila».