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14.12.2017

Unioni gay e coppie di fatto, una rarità in valle

A un anno e mezzo dalla Cirinnà ancora poche le unioni gay in Valle
A un anno e mezzo dalla Cirinnà ancora poche le unioni gay in Valle

Marco Benasseni «I diritti non si contano, si difendono, si impongono, si affermano. Non importa che siano 2 persone o 5000, sono due persone che si amano di fronte alla comunità. Si contano i voti, non i diritti». Con questo tweet il segretario Pd Matteo Renzi aveva replicato ai numeri pubblicati da un quotidiano che aveva decretato il flop della unioni civili in Italia. A un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge Cirinnà anche in Valtrompia si vuole tracciare un primo bilancio. Visto che al centro della questione c’è l’accesso a un diritto prima negato, le aspettative erano particolarmente alte, ma i sostenitori delle unioni civili invitano a non farne una questione di numeri. L’INDAGINE curata dal nostro quotidiano non lascia molti dubbi: anche la popolosa Valtrompia (oltre 100 mila abitanti) non vanta numeri da capogiro, ma ci sono Comuni che si distinguono rispetto ad altri. In cima alla lista c’è Bovezzo, che ha registrato 2 unioni civili e ben 18 convivenze di fatto tra il 2016 e il 2017 (dato al 30 settembre 2017). C’è poi Sarezzo con 1 unione civile e 2 coppie di fatto e Concesio che ha celebrato l’unione tra due donne la scorsa estate. Lumezzane, terzo Comune della provincia, ha nei registri 1 sola unione civile celebrata nel 2017 ma fuori dal paese e nessuna convivenza. Come altrove, anche qui i numeri a doppia cifra riguardano solo i matrimoni religiosi (sono stati 102 tra il 2016 e il 2017, 32 di questi celebrati fuori dal Comune), mentre sono stati una sessantina i matrimoni civili (compresi quelli celebrati fuori dal paese con uno dei due residente a Lumezzane). A Villa Carcina la prima unione è prevista per settembre del prossimo anno, mentre Collio può vantare due convivenze di fatto registrate nel 2017, ma nessuna unione civile; situazione simile a Nave che registra zero unioni, ma 3 convivenze di fatto negli ultimi 16 mesi. Gardone non ha registrato (al 30 ottobre 2017) né convivenze né unioni, i matrimoni religiosi sono stati 21, mentre quelli civili 27. Idem a Collebato e Marcheno: nessuna unione civile o convivenza. Girando nei vari paesi, chiacchierando con la gente dei bar e per la strada, emerge però molta disinformazione. Tutti (o quasi) sanno dell’esistenza delle unioni civili, ma solo i diretti interessati conoscono diritti e doveri previsti dalla norma; in pochi, invece, conoscono la possibilità per le coppie eterosessuali di registrarsi come coppia di fatto. Doveroso quindi ricordare che la legge Cirinnà ha fatto debuttare le unioni civili per le persone dello stesso sesso, ma regola anche le convivenze di fatto dichiarate all’anagrafe. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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