martedì, 11 dicembre 2018
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03.08.2018

A Faidana ora svettano le gru È in arrivo la casa della cultura

Lavori avviati sull’ex scuola di Lumezzane Faidana
Lavori avviati sull’ex scuola di Lumezzane Faidana

Le ferie incombono, ma nonostante l’aria vacanziera, da un paio di giorni attorno all’ex scuola di Lumezzane Faidana, in via Moretto, sono arrivati gli operai con una gru e diversi mezzi, ed è stata piazzata anche una copertura per mettere in sicurezza i lavori. È il segno che è stato aperto il cantiere per la realizzazione del nuovo Polo culturale della Valgobbia, una grande opera che dovrebbe essere la più importante del mandato dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Matteo Zani. CALDEGGIATO dall’assessore alla Cultura Rossana Bossini, ma criticato dalle opposizioni per l’investimento ritenuto troppo ingente e non indispensabile, il Polo è destinato a dare anche un nuovo volto al quartiere tra il parco don Carlo Gnocchi e la sede degli alpini di San Sebastiano. Investendo 1,1 milioni di euro (827 mila dalla Regione Lombardia attraverso un finanziamento e un contributo a fondo perduto, mentre si attende un altro finanziamento da quasi 360 mila dal Gestore servizi energetici) si otterrà innanzitutto il risultato principale dell trasferimento della biblioteca «Felice Saleri» dal centro Noal. La nuova «casa» di libri e supporti digitali, spazi di lettura e studio e per eventi sarà simile a quanto è già realtà in alcune città del Nord Europa. A mettere mano ai cantieri è la Leo costruzioni, con sedi a Milano e Lecce, che si è aggiudicata l’opera dopo la progettazione dallo studio SB Bargone architetti associati di Roma. Gli spazi della biblioteca saranno raddoppiati rispetto a quelli attuali, e sfruttando la disposizione delle aree in un open space i frequentatori del Polo lo potranno vivere leggendo i giornali nell’emeroteca, affidandosi all’infopoint o usando la sala polifunzionale e multimediale. Lungo i due piani dell’edificio ci sarà spazio anche per una sala riunioni, un teatro, un laboratorio per ragazzi, una sala per i più piccoli, un bar, un archivio e un museo virtuale sulla storia produttiva di Lumezzane. Sarà una struttura di ultima generazione autoalimentata da pannelli fotovoltaici, senza barriere architettoniche e dotata pure di una serra e di un terrazzo. Tre gli accessi previsti: quello principale attraverso l’avveniristica pensilina a scivolo che sbucherà nel parco; dal lato sinistro (dagli alpini) e da quello destro lungo via Moretto. I lavori dovrebbero concludersi entro la prossima primavera, per consentire all’attuale giunta di tagliare il nastro prima di congedarsi in vista del voto. •

Fabio Zizzo
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