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06.12.2017

Disabilità, Lumezzane è una città per tutti

L’edificio di Lumezzane che ospiterà l’esperimento di Cvl e Comune
L’edificio di Lumezzane che ospiterà l’esperimento di Cvl e Comune

Marco Benasseni Avrà presto una significativa applicazione in Valgobbia l’approvazione della legge «Dopo di noi», la nuova norma che riconosce tutele speciali alle persone disabili che restano senza protezione dopo la morte dei parenti. Questa novità normativa ha infatti permesso alla cooperativa «Cvl» e al Comune di Lumezzane di lanciare un nuovo e importante progetto. SI CHIAMA «Palestre delle autonomie» e si concretizzerà con l’apertura di un nuovo appartamento pensato proprio per rispondere alle nuove disposizioni per l’assistenza a chi è rimasto senza il supporto genitoriale e familiare. Lo spazio messo a disposizione dal Comune si trova al Villaggio Gnutti, sopra gli spazi di Civitas. «L’obiettivo è quello di creare qui un luogo in cui far acquistare le abilità quotidiane ai disabili in un ambiente normale, ben differente da quello che mettiamo a disposizione all’interno dei nostri servizi - spiega il coordinatore della Cvl Sandro Bicelli -. In questi spazi potremo accompagnare i nostri utenti in un percorso che guarda all’autonomia, e ovviamente l’appartamento sarà a disposizione di eventuali utenti che chiederanno l’accesso per le finalità previste dalla legge Dopo di noi». Il progetto è finanziato dalla Regione grazie a un bando che può coprire fino al 70% della spesa sostenuta, per un massimo di 18 mila euro. Per sistemare l’appartamento, che ha a disposizione un’ampia zona giorno con cucina a vista, camera, bagno e ripostiglio, la Cvl ha preventivato un investimento di 38 mila euro, e i lavori di sistemazione inizieranno a gennaio per poter essere operativi in primavera. Con ciò, per ora, si chiude il ventaglio di offerte che la coop ha attivato negli anni sul territorio. Dopo la comunità per disabili e l’appartamento in co-housing in località Pieve, l’obiettivo è quindi quello di creare uno spazio in cui i portatori di handicap possano gradualmente prendere dimestichezza con la vita di tutti i giorni. «Anche se l’appartamento dovesse essere occupato da un avente diritto - continua Bicelli - i nostri utenti potrebbero comunque interagire con l’ospite per imparare, per esempio, a cucinare o a gestire la casa». Insomma: la parola d’ordine è guardare al futuro e assicurare anche ai disabili gravi quell’autonomia necessaria per vivere dignitosamente, permettendo loro di continuare a occupare le proprie case o di utilizzare strutture gestite da associazioni senza ricorrere all’assistenza sanitaria. Entro fine dicembre si saprà l’ammontare del finanziamento erogato dalla Regione, ma a prescindere da questo Bicelli assicura che il progetto assistenziale sarà portato a termine. •

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