mercoledì, 15 agosto 2018
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13.01.2018

L’Arpa interviene in forze e smorza i toni sui rischi

La centralina mobile dell’Arpa
La centralina mobile dell’Arpa

In un grande distretto industriale si è teoricamente più preparati ad affrontare l’incidente, che è sempre dietro l’angolo. Ma le proporzioni di quello avvenuto in Valgobbia hanno colto di sorpresa anche gli addetti ai lavori, e soprattutto creato un concreto timore per la salute delle persone e dell’ambiente. L’odore acre sprigionato dalla grande colonna di fumo nero che si stagliava per decine di metri nel buio della notte di mercoledì era chiaramente avvertibile anche ieri in città; non solo nelle immediate vicinanze del capannone, e ha ovviamente sollevato molti interrogativi sui rischi correlati. Nel rogo sono bruciati cartoni, alluminio, legno, polistirolo e soprattutto plastica; tutti «ingredienti» capaci di dare vita a sostanze di combustione molto tossiche. PER QUESTO motivo, dopo i primi rilievi condotti la sera stessa ieri mattina i funzionari dell’Arpa hanno posizionato a terra una centralina mobile nello spiazzo dell’azienda Sifral, proprio di fronte alla Sil, dalla parte opposta della centrale via Ruca. Poi la stessa Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha diffuso una nota dai toni rassicuranti. «Sul posto sono prontamente intervenuti anche gli operatori del dipartimento di Brescia con il gruppo specialistico di contaminazione atmosferica - spiegano dall’Arpa -. Sono state eseguite misure immediate della qualità dell’aria con fiale drager e un campionatore portatile che non hanno registrato valori preoccupanti rispetto agli inquinanti tipici per questo tipo di evento. Per monitorare poi i microinquinanti (diossine, furani, Ipa) è stato installato un campionatore da prelevare e inviare al laboratorio Arpa per le successive analisi. Durante la notte (di giovedì, ndr) le condizioni atmosferiche hanno favorito la dispersione verso l’alto della colonna di fumo sprigionata dall’incendio». F.Z.

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