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martedì, 16 ottobre 2018

Lumezzane, oratori
border line. L’Unità
pastorale blinda i bar

Un giro di vite sull’attività degli oratori di Lumezzane (BATCH)

Fabio Zizzo San Giovanni Bosco si rivolterebbe nella tomba se sapesse cosa sta succedendo negli oratori di Lumezzane. La sua creazione nata per educare i giovani e allontanarli dalle strade e dalla criminalità sta scivolando - almeno in Valgobbia - su un piano inclinato. Anche per via dell’ampiezza territoriale, nel quarto centro urbano del Bresciano per numero di abitanti sono presenti diversi centri di aggregazione giovanile all’ombra dei campanili. E qualcosa non va. Nel weekend di Capodanno quello di Sant’Apollonio è stato teatro di un atto vandalico di cui ha dato notizia la stessa parrocchia attraverso il proprio profilo Facebook. Ma non è stato un episodio isolato. Il problema tocca da mesi tutti i centri parrocchiali valgobbini, tanto che ieri i sacerdoti dell’Unità pastorale guidata da don Riccardo Bergamaschi si sono riuniti e hanno preso una decisione clamorosa: tutti i bar oratoriali resteranno chiusi fino a sabato compreso, festa dell’Epifania. LA RICADUTA sui giovanissimi non è secondaria, visto che in questi giorni di vacanza prima di tornare sui banchi di scuola potranno comunque giocare e ritrovarsi, ma senza prendere snack, bibite o dolci. La nota diffusa dall’Unità pastorale sembra un bollettino di guerra. Si parla di risse organizzate e di atteggiamenti di omertà, di furti con scasso, distributori automatici danneggiati, spazi comuni disordinati e sporcati, e anche di bestemmie, scarso rispetto verso le persone (soprattutto per gli adulti e i volontari che lavorano dietro i banconi dei bar), e per finire di abuso di alcol (vietato ai minori) e consumo di stupefacenti nelle vicinanze dei centri giovanili. «I nostri oratori vogliono essere luoghi educativi per una crescita umana e cristiana. Facciamo pertanto appello ai genitori, adulti, educatori - si legge nella nota - e a tutta la comunità affinché la loro presenza in oratorio e nella vita di questi ragazzi sia una presenza educante, per cui si sentano incaricati nell’intervenire e riprendere eventuali fenomeni non positivi». L’Unità pastorale invita a usare questi giorni di chiusura forzata per una riflessione e annuncia incontri dedicati. Sui social network si è scatenato un dibattito, ma è unanime lo sdegno verso giovani e adolescenti che mostrano arroganza e indifferenza. •